La notizia è di quelle destinate a suscitare polemiche e proteste, e arriva nel pieno della campagna elettorale per le elezioni amministrative di fine mese a Lentini.
L’Assessorato regionale al Territorio e ambiente, con un Decreto del Direttore generale del 23 aprile scorso, ha dato il via libera alla riapertura della discarica Grotte San Giorgio nel comune di Catania, ma di fatto alle porte di Lentini, di proprietà di Sicula Trasporti spa.
L’esame preliminare, da parte della CTS, la Commissione Tecnica Specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale, ha stabilito che il progetto “Riprofilatura per adeguamento alle sezioni autorizzate di cui al D.D.G. n. 76 del 03/03/2010 e successivo D.D.G. n. 1244 del 26/07/2013, per impianto di discarica rifiuti non pericolosi in località c/da Grotte San Giorgio in comune di Catania”, non dovrà essere sottoposto alle procedura di Verifica di assoggettabilità, né alla Valutazione di Impatto Ambientale.
L’azienda dovrà solo produrre una relazione di ottemperanza alle prescrizioni del provvedimento di VIA originario, allegando il parere di ARPA Sicilia in merito al monitoraggio previsto nello stesso provvedimento.
L’assessorato regionale ha così approvato il progetto presentato qualche mese fa da Sicula Trasporti per la riprofilatura del sito, per compensare l’avvallamento nella zona centrale della vasca di circa sei metri, dovuto all’assestamento dei rifiuti contenuti.
La discarica, che occupa una superficie di circa 35 mila metri quadrati, è stata chiusa nel 2015 dopo che aveva raggiunto il limite massimo di abbancamento previsto, di un milione e 100 mila metri cubi di rifiuti indifferenziati, ed è attualmente coperta provvisoriamente con teli in polietilene ad alta densità in attesa dell’intervento definitivo di copertura con terreno vegetale e alberatura.
Secondo quanto afferma l’azienda nella relazione allegata al progetto, l’avvallamento creato dall’assestamento dei rifiuti abbancati avrebbe creato un bacino di raccolta delle acque meteoriche e per ripristinarne il deflusso è ora necessario riconfigurare il profilo in modo da riportarlo a quello previsto in origine.
Quindi la richiesta di riempire l’avvallamento, di circa 100 mila metri cubi, con il rifiuto secco prodotto come sopravaglio dal trattamento meccanico biologico.
Secondo l’azienda questa soluzione permetterebbe di evitare di utilizzare una grande quantità di terreno naturale, che rappresenterebbe un carico eccessivo sui rifiuti abbancati e provocherebbe conseguenze negative.
Inoltre, il riempimento dell’avvallamento con rifiuti rappresenterebbe un vantaggio ambientale significativo, per il ‘risparmio’ di terreno vegetale che dovrebbe essere reperito e trasferito nella discarica.
Tra le motivazioni dell’intervento si parla anche di un vantaggio di tipo sociale.
Il volume da riempire equivale infatti a circa 120 mila tonnellate di rifiuti, l’equivalente di 10 mesi di abbancamento, durante i quali si risparmierebbero i costi sostenuti dalla collettività per il trasferimento all’estero dei rifiuti a causa della mancanza di discariche in Sicilia.
Il risparmio consentirebbe, sempre secondo l’azienda, di abbassare il costo della Tari con un significativo vantaggio sociale.
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