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Lentini | Emergenza Covid, Comitato per la sanità pubblica: «Ospedale a rischio paralisi?»

12 Gennaio 2021 | by Silvio Breci
Lentini | Emergenza Covid, Comitato per la sanità pubblica: «Ospedale a rischio paralisi?»
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Paolo Censabella: «Situazione di seria criticità». Auspicato l’intervento di Musumeci e Razza. Bosco (Tdm): «Fallimentare gestione della sanità lentinese». Chiusi i reparti di chirurgia, medicina, geriatria e cardiologia.

L’allarme del Comitato unitario per la sanità pubblica. «La situazione di seria criticità emersa in questi giorni all’ospedale di Lentini è per tutti motivo di allarme e preoccupazione». Lo afferma in una nota Paolo Censabella, che a nome del Comitato unitario per la sanità pubblica richiama l’attenzione su ciò che sta avvenendo a seguito dell’attivazione del Covid Center – il quarto a entrare in funzione in provincia dopo quelli dell’Umberto I di Siracusa, del Trigona di Noto e del Muscatello di Augusta – dal 2 dicembre scorso allestito al secondo piano del presidio di contrada Poggio Roggio al posto di altri reparti trasferiti al quarto piano, ovvero le unità operative di medicina, geriatria e lungodegenza.

«Negato il dialogo e il confronto con le parti sociali». «Più volte e in diverse occasioni – sottolinea Censabella – abbiamo cercato con umiltà di offrire indicazioni e proposte per contribuire a superare questa drammatica fase determinata dalla pandemia. Lo abbiamo fatto di recente anche con il documento discusso e approvato nel corso della videoconferenza unitaria dello scorso 25 novembre e in quella del 4 dicembre a livello provinciale. Purtroppo le autorità sanitarie della nostra provincia negano il dialogo e il confronto con le parti sociali».

Auspicato l’intervento di Musumeci e Razza. Il Comitato unitario per la sanità pubblica, che denuncia un clima di “subalternità politica”, auspica un intervento del presidente della Regione Musumeci e dell’assessore alla salute Razza. «Ai quali – ricorda ancora Censabella – chiediamo da tempo un incontro». E aggiunge: «Nel manifestare amarezza e disappunto per le condizioni dell’ospedale, ribadiamo che occorre potenziare la medicina territoriale per evitare di scaricare tutto sull’ospedale e ribadiamo piena solidarietà agli operatori sanitari costretti a lavorare in condizioni indicibili per le carenze organizzative originate dalle carenze di organico». E intanto nei prossimi giorni potrebbe essere convocata una riunione del Comitato unitario per la sanità pubblica per concordare le iniziative da intraprendere.

Bosco (Tdm): «Fallimentare gestione della sanità lentinese». Duro il commento del presidente del Tribunale per i diritti del malato Alfio Bosco. «In un momento drammatico come quello che stiamo vivendo – afferma – siamo costretti a subire anche le conseguenze di una fallimentare gestione del settore sanitario lentinese. Esprimo tutta la mia preoccupazione e il mio disappunto per la situazione venutasi a creare nel nostro ospedale. L’emergenza Covid ha contribuito infatti, insieme all’incapacità organizzativa, alla chiusura dei reparti di chirurgia, medicina, geriatria e cardiologia. Chiusura che, con un po’ di buon senso, si sarebbe potuta evitare e che mette in serio pericolo la salute dei cittadini del triangolo Lentini, Carlentini e Francofonte. Le soluzioni si sarebbero potute trovare per evitare il collasso dell’unico ospedale della zona. Si sarebbe potuto, ad esempio, creare un reparto Covid in strutture esterne come il vecchio ospedale. È chiaro che un piano serio era possibile, ma evidentemente ai vertici dell’Asp non interessano le sorti del nosocomio lentinese».

Il sindaco: «L’ospedale non chiude». Immediata la puntualizzazione del sindaco Saverio Bosco. «Mantenere la guardia alta per salvaguardare l’ospedale di Lentini, struttura e operatori sanitari, è giusto oltre che punto fondante dell’agenda politica locale, a prescindere dai vari schieramenti o posizionamenti elettorali. Ma affermare che l’ospedale di Lentini sta per chiudere – sottolinea – è un falso che non trova fondamento alcuno. Oggi l’Asp smentisce una notizia assurda che ci fa riflettere, ancora una volta, sulla pericolosità e sull’impatto delle “fake news” sulla popolazione».

© Riproduzione riservata

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