Due cavalli con rispettive scuderie che si “sfidano” in una corsa di cavalli clandestina con tanto di colpi di pistola e kalashnikov.
È successo nei giorni scorsi, in una strada di campagna di Palagonia, comune del catanese, come ha denunciato sui social l’attivista animalista Enrico Rizzi, che ha ripreso un video girato da chi ha partecipato e che sta spopolando sui social.
“Lo scorso venerdì mattina, a Palagonia, la mafia ha sfidato lo Stato sfruttando gli animali per guadagnare denaro” – ha scritto su Fb promette battaglie anche in questo caso come altre volte ha già fatto.
Oltre ai due fantini si vedono una serie di scooter e moto, con le targhe oscurate e con i conducenti per lo più con i caschi o incappucciati per non farsi riconoscere, che seguono e precedono i due calessini.
E riprendono tutto con i telefonini. Qualcuno impugna anche delle pistole e un kalashnikov e si sentono anche dei colpi da sparo.
La polizia sarebbe già sulle tracce di fantini e cavalli.
Sulla vicenda l’amministrazione comunale di Palagonia fa sapere che presenterà denuncia-querela alla Procura della Repubblica chiedendo l’individuazione dei responsabili, il riconoscimento della qualità di persona offesa dell’Ente che intende costituirsi parte civile nelle successive fasi del procedimento.
“Le immagini mostrano fatti di estrema gravità, con animali sfruttati, soggetti incappucciati, targhe occultate e armi esibite. – si legge in una nota- Condotte che offendono profondamente la nostra comunità e che non possono essere in alcun modo tollerate”.
Viene, inoltre, rappresentata la presenza di un impianto di videosorveglianza comunale che interessa anche la zona in cui si sarebbero verificati i fatti.
“Palagonia è una comunità fatta in larghissima parte da cittadini onesti, lavoratori, associazioni, volontari e giovani che credono nella legalità, nel rispetto degli animali e nella convivenza civile.
Per questo l’amministrazione comunale continuerà a collaborare con le Forze dell’Ordine e con l’autorità giudiziaria, mettendo in campo ogni azione utile per impedire che episodi simili possano ripetersi.
Chi pensa di usare il nostro territorio come luogo di prepotenza criminale deve sapere che troverà un Comune presente, una comunità vigile e istituzioni che non intendono voltarsi dall’altra parte”.
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