Il Gip di Palermo ha disposto gli arresti domiciliari per l’ex vicepresidente della Regione Sicilia Gaetano Armao e per l’avvocato Pierluigi Matta.
La Procura della Repubblica d Palermo aveva chiesto il mese scorso l’esecuzione di misure cautelari per 9 persone, con l’accusa di corruzione, tra cui Armao e Matta.
L’accusa formulata dai Pm, coordinati dal procuratore Maurizio de Lucia, è di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e corruzione per l’esercizio della funzione.
Armao avrebbe intascato denaro da alcuni imprenditori in cambio di favori. attraverso il suo complice l’avvocato Matta,
L’inchiesta riguarda un giro di presunte mazzette nell’ambito della Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali.
Il riferimento è a progetti industriali, energetici che avrebbero dovuto essere approvati dalla Cts durante la presidenza di Armao.
Le somme di denaro ricevute sarebbero formalmente risultate compensi incassati da Matta per consulenze legali in realtà mai fatte.
L’avvocato Matta avrebbe prelevato il denaro versato con bonifici sul suo conto e l’avrebbe poi consegnato in contanti ad Armao.
Alcune immagini riprese dalle telecamere piazzate dagli inquirenti nell’auto e negli studi di Armao e Matta mostrano diversi passaggi di denaro tra i due.
Dopo la notifica della richiesta di arresto, Armao, marito dell’ex capo di Gabinetto del ministro della Giustizia Giusy Bartolozzi, si era dimesso dalla carica di consulente giuridico del governatore siciliano Renato Schifani.
Gaetano Armao, 61 anni, è avvocato, docente di Diritto amministrativo al dipartimento di Scienze politiche e delle relazioni internazionali dell’Università di Palermo.
È stato vice presidente della Regione e assessore all’Economia nel governo Musumeci, e assessore all’economia e all’Energia con nel governo del presidente Raffaele Lombardo. Lombardo, e candidato alla Presidenza della Regione con il Terzo Polo alle ultime elezioni regionali.
È stato consulente legale delle imprese impegnate nel progetto, poi naufragato, dell’allora presidente Cuffaro, di realizzare, quattro mega inceneritori Sicilia.
Ad agosto del 2023 era stato nominato dal presidente della Regione Schifani, presidente della Commissione tecnica specialistica (Cts) che si occupa di rilasciare le autorizzazioni in materia ambientale di competenza regionale, incarico scaduto pochi mesi fa.
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