Mentre Cateno De Luca gira l’Italia per celebrare l’accordo con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che segna di fatto la nascita di una sorta di federazione tra Sud chiama Nord e Fratelli d’Italia, in Sicilia comincia a levarsi qualche voce di dissenso.
Parafrasando il titolo del libro autobiografico pubblicato recentemente da De Luca, viene da dire che “non tutto è successo”, come nel caso di Pozzallo, il comune del ragusano in cui l’intero circolo cittadino ha lasciato il partito.
“I fondatori del Circolo Sud chiama Nord di Pozzallo, per coerenza con i motivi all’origine dell’adesione al partito, considerata la forte accostata a destra di De Luca, e il tradimento del Manifesto Politico di Sud chiama Nord comunicano l’uscita dal partito Sud chiama Nord, la chiusura del Circolo e l’interruzione di ogni attività politica sotto la sigla di un movimento che ha tradito le nostre aspettative e quelle dei siciliani liberi”.
Con queste parole, pubblicate sulla pagina social del Circolo, che ha poi cambiato nome, i fondatori Maria Migliore, Antonio Monaca, Carmelo Distefano e Angela La Terra hanno preso le distanze dalla scelta di Cateno De Luca di legarsi al centrodestra, accusandolo di fatto di opportunismo.
“In questi giorni è stato finalmente svelato il senso di tutti i viaggi a Roma di Cateno De Luca. Tenendo all’oscuro i circoli del partito presenti sui territori, De Luca, ha deciso, pensiamo, in accordo con alcuni suoi fedelissimi “colonnelli”, di accordarsi con ‘l’associazione meloni & co.’ allo scopo di garantirsi un posticino in prima fila alle prossime politiche”.
In merito al racconto di De Luca che punta a giustificare e a presentare questa scelta come un’importantissima decisione strategica per il futuro del partito, dell’Italia e della Sicilia, gli ormai ex compagni di partito sono chiari.
“Niente di più falso! Riteniamo che farsi aiutare dalla Meloni, con il prestito di due deputati che non possono rientrare, per i loro trascorsi, fra le fila di fratelli d’Italia, sia una scelta strategica sì, ma finalizzata ad un accordo ben più importante che riguarda l’assetto del centro destra siciliano.
De Luca punta alla candidatura a Presidente della Regione per il centro destra e per avere qualche possibilità di successo doveva ottenere il placet della Meloni considerato che dopo il ‘caso Armao’ Forza Italia sarà costretta a ridimensionare le sue pretese”.
I quattro firmatari del documento riconoscono a De Luca di essere un amministratore capace, ma lo accusano di mancanza di coerenza e di una ambizione personale smisurata che, unita alla disposizione al compromesso ad ogni costo “lo rende inaffidabile per la guida della Regione Siciliana e il suo definirsi ‘post-ideologico’ ha il solo scopo di liberarsi da vincoli che ostacolerebbero il suo arrivismo“.
Parole dure dettate probabilmente dall’amarezza di chi vive la scelta del leader come un tradimento.
“Fermo restando che Cateno De Luca può fare e dire quel che vuole, dopo tutti questi anni passati a definire il centro destra ‘Banda Bassotti’, per usare l’epiteto meno ingiurioso fra tutti quelli che erano regolarmente inseriti nei suoi discorsi, deve tenere conto che questa sua scelta e quello che va dicendo in queste ore sarà probabilmente ciò che decimerà il suo movimento”.
Gli ex ScN comunicano che continueranno il loro impegno politico per la città con il Movimento ‘Liberiamo Pozzallo’.
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