Dopo oltre tre decenni di chiusura, la chiesa di Gesù Redentore, all’interno del cimitero comunale, si prepara a riaprire le proprie porte e a tornare a essere un luogo di preghiera per la comunità.
La restituzione al culto è fissata per il prossimo 30 ottobre, con una cerimonia religiosa che sarà presieduta dall’arcivescovo monsignor Francesco Lomanto.
A dare notizia dell’imminente riapertura è stato il vicesindaco e assessore alla Cultura Pino Carrabino, che ha ripercorso le tappe principali della storia dell’edificio sacro e le circostanze che ne determinarono la chiusura.
La vicenda risale al novembre del 1990, quando venne a mancare don Giuseppe Tringali, ultimo cappellano della chiesa. Poche settimane dopo, il 13 dicembre, il terremoto di Santa Lucia provocò danni tali da rendere inagibile la struttura. Da quel momento, la chiesa è rimasta interdetta alle celebrazioni, privando i fedeli di uno spazio particolarmente significativo per la vita religiosa legata al camposanto.
Il percorso che condurrà alla riapertura è stato accompagnato da interventi di recupero e da attività amministrative finalizzate al ripristino dell’edificio. I lavori, documentati anche dal sindaco Giuseppe Di Mare, rappresentano un passaggio decisivo per restituire alla collettività un luogo che custodisce una parte della memoria storica e spirituale della città.
La lunga indisponibilità della chiesa ha avuto ripercussioni anche sulle celebrazioni in occasione della festa di Ognissanti e della commemorazione dei defunti.
Negli anni, le funzioni dell’1 e del 2 novembre sono state organizzate all’esterno dell’edificio, mentre in altre occasioni i momenti di raccoglimento si sono svolti attraverso processioni lungo i viali del cimitero. Una soluzione resa necessaria dalle condizioni della struttura e, in alcuni periodi, anche dai danni provocati dal maltempo.
La riapertura del 30 ottobre assume quindi un valore che va oltre il recupero materiale dell’immobile. Il ritorno al culto consentirà infatti di ripristinare un punto di riferimento per i fedeli proprio nei giorni in cui la comunità si raccoglie tradizionalmente nel ricordo dei propri cari scomparsi.
Dopo 36 anni, la chiesa di Gesù Redentore si appresta così a superare una lunga stagione di chiusura, tornando a svolgere la sua funzione religiosa e a essere parte integrante dei momenti di preghiera e commemorazione all’interno del cimitero comunale
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