L’esercito silenzioso dei rimpatriati.
Così li definisce la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro nello studio “Il rientro dei giovani dall’estero: numeri e tendenze”, nel quale sono analizzati trend e motivazioni di un fenomeno, che si muove in senso contrario rispetto alla così detta “fuga dei cervelli” e assume dimensioni sempre più consistenti, con un trend in crescita significativa rispetto al 2011.
Sono gli oltre 129 mila i giovani che negli ultimi cinque anni sono rientrati in Italia dopo un’esperienza all’estero.
Secondo quanto emerge dallo studio, la decisione di andare via dall’Italia non rappresenta una fuga, ma alla base della decisione di partire è spesso una scelta consapevole di fare un’esperienza formativa all’estero.
Si punta al benessere complessivo non solo a un lavoro meglio retribuito.
Ma quello del rientro non rappresenta un fenomeno sporadico.
Nel quinquennio 2011- 2015 i rientri erano 26 per ogni cento giovani espatriati, sono diventati 31 in quello successivo, per arrivare a 40 tra il 2021 e il 2025.
Lo studio prende in considerazione giovani tra i 18 e i 39 anni che hanno deciso di rientrare in Italia dopo un’esperienza all’estero.
L’età media per il rientro è di 29,6 anni: giovani maturi che hanno probabilmente deciso per il rimpatrio dopo un periodo di formazione o un’esperienza professionale.
La Sicilia è al terzo posto tra le regioni italiane, sono infatti rientrati il 52,9 dei giovani siciliani andati all’estero, il 9,5% del totale degli italiani.
Nell’ultimo i giovani siciliani partiti per l’estero sono stati il 14,3% in meno rispetto al quinquennio precedente. I dai completi sono in fondo all’articolo.
Le motivazioni del rientro sono riconducibili innanzitutto alla sfera privata e familiare: il 67,7% dei giovani rientrati indica, infatti, ragioni di questo tipo.
La nostalgia per il proprio Paese è indicata dal 32,4% degli intervistati, la presenza di incentivi fiscali e la qualità della vita in Italia sono indicate entrambi dal 23,5%,
Circa due su dieci dichiarano di essere rientrati a seguito di interessanti opportunità di lavoro, mentre l’11,8% indica tra le motivazioni l’insoddisfazione per il lavoro o per la qualità della vita sperimentata all’estero.
Dei giovani rientrati, il 37,1% ha trovato lavoro dopo essere rientrato in Italia, il 25,7% lo ha trovato invece prima di rientrare e il 22,9% lavora nella stessa azienda in cui lavorava all’estero.
Tra i rientrati, inattivi o alla ricerca di un lavoro sono il 14,2%.
Gli aspetti del mondo del lavoro giudicati migliori o uguali rispetto all’estero sono le opportunità di conciliazione vita-lavoro (75%), seguite dal contesto/clima di lavoro (67,9%), dalle tutele del lavoratore (64,3%) e dai benefit (60,7%); mentre soltanto il 42,9% indica salari adeguati al costo della vita.
“Quello dei rimpatri è un fenomeno sempre più rilevante per il Paese. Per questo è importante non solo favorire il rientro – percorso già in atto – ma anche creare le condizioni perché la scelta possa essere duratura nel tempo e per valorizzare pienamente le esperienze maturate all’estero”, ha commentato il Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro Rosario De Luca.
Il Presidente della Regione Renato Schifani interpreta i risultati dello studio come un segno positivo.
“I dati ci stanno dando ragione: tra il 2021 e il 2025, sono stati ben 11.908 i giovani under 40 che sono rientrati dall’estero in Sicilia.
Un dato che segna un incremento del 52,3% rispetto al quinquennio precedente. Parallelamente si registra un calo del 14% negli espatri giovanili dall’Isola.
Si tratta di statistiche che, a livello nazionale, pongono la Sicilia dietro soltanto alla Lombardia per numero assoluto di ritorni.
Sono i primi segnali di una chiara inversione di tendenza e di una rinnovata capacita del territorio siciliano di offrire positive prospettive per il futuro.
Ed è in questa direzione che abbiamo intenzione di proseguire anche nei prossimi anni per consentire all’Isola di continuare a migliorarsi.
Il futuro della Sicilia non dobbiamo semplicemente consegnarlo ai nostri giovani: dobbiamo costruirlo insieme a loro”.
QUESTI I DATI DELLA SICILIA E DELLE SINGOLE PROVINCE

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