Dopo l’abbordaggio da parte della Marina israeliana di 21 barche, avvenuto in acque internazionali al largo della Grecia e a oltre 600 miglia dalle coste di Gaza, sono stati sbarcati a Creta 175 membri degli equipaggi, due di loro sono invece stati portati in Israele.
I due sequestrati sono il palestinese Abukeshek Abdelrahim Saif, in possesso anche della cittadinanza, spagnola e svedese, e il brasiliano Thiago Avila.
In un comunicato la Global Sumud Flotilla denuncia maltrattamenti di membri dell’equipaggio da parte dei militari israeliani.
“I partecipanti della Global Sumud Flotilla sono appena sopravvissuti a 40 ore di crudeltà calcolata a bordo di una nave della marina dell’IOF in acque greche.
È stato loro negato un accesso adeguato a cibo e acqua. Sono stati costretti a dormire su pavimenti che venivano deliberatamente e ripetutamente allagati.
Quando i militari sono intervenuti per sequestrare due partecipanti, Saif Abukeshek e Thiago Ávila, il nostro equipaggio ha resistito pacificamente e la risposta è stata di pura violenza.
I partecipanti sono stati presi a pugni, a calci e trascinati lungo il ponte con le mani legate dietro la schiena. Hanno riportato nasi rotti, costole incrinate e sanguinosi pestaggi”.
Il team legale della delegazione italiana di Global Sumud Flotilla ha depositato un esposto urgente alla procura della Repubblica per chiedere il sequestro dell’imbarcazione che sta trasportando in Israele i due attivisti della Global Sumud Flotilla.
Nell’esposto si sottolinea la competenza dell’autorità giudiziaria italiana sulla base del fatto che l’attivista palestinese 45enne, Abukeshek Abdelrahim Saif, in possesso della cittadinanza, spagnola e svedese, prelevato e sequestrato da una barca battente bandiera Italiana.
Nell’esposto si chiede alla Procura della Repubblica di disporre gli accertamenti necessari per verificare i fatti denunciati e la loro eventuale rilevanza penale, procedendo all’individuazione dei responsabili e promuovendo, se del caso, l’azione penale nei loro confronti.
I legali della Flotilla chiedono inoltre il sequestro preventivo del natante israeliano su cui viaggia il cittadino palestinese sequestrato, membro del direttivo (Steering Committee) della Global Sumud Flottilla, che si trova ancora in acque internazionali per interrompere il sequestro in atto e di prevenire il rischio che subisca trattamenti inumani e degradanti.
I legali del team internazionale dell’organizzazione umanitaria stanno preparando altre azioni per fermare il sequestro degli attivisti e ottenerne l’immediato rilascio.
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