Sono stati pubblicati i risultati del Rapporto Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, che analizza il sistema urbano di 106 città capoluogo di provincia.
In testa alla classifica ci sono, nell’ordine, Mantova, Trento e Bolzano.
In particolare, Mantova si afferma leader green indiscussa di questa edizione 2026 con un indice di “performance sostenibile” che raggiunge il punteggio dell’81,29%, mentre Trento con il 76,53% e Bolzano con 75,47% sono le uniche due città in classifica sopra il 75%.
Tra le grandi città Bologna, si conferma la più sostenibile, pur retrocedendo al dodicesimo posto con il punteggio di 69,71, mentre Roma è 67esima in classifica con un punteggio che si attesta 50,91 peggiorando di una posizione rispetto al 2025.
Il punteggio nella classifica finale, espresso in centesimi, viene assegnato sulla base dei risultati qualitativi ottenuti nei 20 indicatori considerati da Ecosistema Urbano e che coprono sei aree tematiche: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia.
I punteggi assegnati per ciascun indicatore identificano il tasso di sostenibilità della città reale rispetto a una città ideale.
I limiti non sono utopici, considerato che esiste almeno una città che raggiunge il massimo dei punti assegnabili per ognuno dei 20 indici considerati.
Nel 2026 sale al 55,72% la media dell’indice di “performance sostenibile” che riguarda aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia delle città prese in esame.
Una crescita di appena quasi due punti in più, +1,88% rispetto alla passata edizione 53,84% e che torna ai livelli del 2024, 55,80%.
Smog, consumo di suolo, e auto circolanti, restano le maggiori criticità urbane da affrontare nei 106 capoluoghi: in particolare preoccupano i picchi di ozono (O3) cartina tornasole dell’inquinamento atmosferico in città, così come l’aumento del consumo di suolo pari a 4726 ettari nel quinquennio 2019-2024.
È come se in Italia fosse nata dal nulla una città grande come Bologna, a fronte di un calo di popolazione di complessivi 322.000 abitanti.
Le auto circolanti salgono a 70 contro le poco più di 68 della passata edizione.
Le città capoluogo siciliane sono tutte nella parte bassa della classifica, ad eccezione di Enna e Ragusa dove le cose sembrano andare un po’ meglio.
È possibile scaricare a questo link il report dettagliato con i punteggi per ciascun indicatore dei nove capoluoghi siciliani,
Sono 3 le città che migliorano la posizione in classifica, mentre le altre 6 la peggiorano.
Enna risale 8 posizioni e con il 55mo posto in classifica diventa la prima delle città siciliane, scavalcando Ragusa che invece perde ben 11 posizioni.
La peggiore performance è però quella di Trapani, che di posizioni ne perde ben 24.
Se Messina si colloca il 89ma posizione, le altre due città principali sono in coda alla classifica.
Catania è 103ma e Palermo 104ma.
Questo il quadro delle città siciliane con il confronto con l’anno precedente.
Questo il rapporto analitico per ciascun indicatore.
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