Si è svolto presso il II Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di Francofonte l’incontro dedicato al contest “Legami che liberano”, giunto alla seconda edizione nell’ambito del progetto regionale @LAB_SCHOOL – Azioni a contrasto e prevenzione dalle dipendenze.
Una mattinata di prevenzione, memoria e confronto che ha coinvolto gli studenti in un percorso di educazione alla legalità, consapevolezza sui rischi delle sostanze e valorizzazione delle relazioni sane.
Dopo l’introduzione della Dirigente scolastica, prof.ssa Antonina D’Agostino, sono intervenuti il comandante della Polizia Locale e la dott.ssa Sandra Fazio, Dirigente dell’Ufficio Pubblica Istruzione del Comune di Francofonte. “Essere qui oggi significa che ci sono adulti che hanno a cuore il benessere dei ragazzi”, ha affermato la dott.ssa Fazio, sottolineando che i giovani non devono mai sentirsi soli davanti alle fragilità, alle paure e alle pressioni del presente.
A guidare l’incontro è stata la dott.ssa Tiziana Vitanza, impegnata da tempo nel volontariato sociale e nella promozione di iniziative di solidarietà e sostegno alle persone. La relatrice ha proposto agli studenti una riflessione sulla libertà di scelta: ogni giorno si compiono decisioni, ma le più importanti sono quelle che si assumono conoscendo ciò di cui si parla. Solo così, ha spiegato, si può imparare a dire “no”, anche quando il rifiuto rischia di farci sentire esclusi o incompresi. La scelta, infatti, è personale e richiede tempo, riflessione e coraggio. Il cuore della giornata è stato dedicato al crack e alle conseguenze del consumo di sostanze. Attraverso domande e momenti di dialogo, la dott.ssa Vitanza ha coinvolto i ragazzi nel riconoscere i segnali di una dipendenza che, sin dal primo consumo, può aprire la strada a un percorso di sofferenza e disagio sempre più profondo. Particolarmente intensa è stata la proiezione della testimonianza di Francesco Zavatteri, padre di Giulio, scomparso per overdose: un racconto doloroso ma necessario, che ha restituito la realtà di una dipendenza capace di cancellare affetti, progetti e persino il senso della propria vita.
Ha seguito la visione di un cortometraggio animato che racconta un ragazzo progressivamente svuotato dal consumo, fino a quando il sostegno di un’altra persona lo aiuta a riempirsi nuovamente. L’immagine ha aperto un dibattito sul “vuoto” che le dipendenze cercano di colmare e sulla necessità di relazioni autentiche, ascolto e capacità di chiedere aiuto. Anche la firma di Giulio, trasformata in graffito, è diventata un simbolo di memoria e di impegno collettivo.
La relatrice ha quindi presentato il contest “Legami che liberano”, che invita gli studenti a realizzare un artefatto o un’attività artistica capace di esprimere il valore dei legami che sostengono, della libertà consapevole e del coraggio di chiedere aiuto. Non una semplice consegna scolastica, ma un’occasione per trasformare emozioni, paure e speranze in un messaggio condiviso.
L’ispettore Caputo, della Polizia di Stato, ha poi parlato della dimensione sociale e civica del lavoro delle forze dell’ordine, chiamate a proteggere i giovani e la comunità. Ha illustrato le conseguenze legali del consumo e dello spaccio di sostanze, ricordando le sanzioni amministrative, con possibili ricadute anche sul permesso di guida, e le pene detentive e pecuniarie previste per chi si rende responsabile di spaccio. Un intervento di fermezza, ma anche di vicinanza: la legalità è prima di tutto una forma di tutela.
La Dirigente scolastica, prof.ssa D’Agostino, ha sottolineato l’importanza dell’educazione alla legalità e delle responsabilità dei genitori quando ad assumere comportamenti a rischio sono minori. Anche la dott.ssa Fazio è tornata sul tema, precisando alcuni aspetti relativi a sanzioni e responsabilità familiari e ribadendo un concetto divenuto il filo conduttore della giornata: “Non esistono droghe sociali, ma solo droghe che fanno vuoto”. Forze dell’ordine e istituzioni, ha aggiunto, restano accanto ai cittadini.
Il progetto è stato portato a Francofonte dalla dirigente scolastica Angela Fontana, reggente dell’istituto fino ad agosto, che ha creduto nell’ingresso della scuola nella rete @LAB_SCHOOL e nella costruzione di un percorso stabile di prevenzione. L’attuale Dirigente, prof.ssa Antonina D’Agostino, ne raccoglie l’eredità rafforzando l’impegno dell’istituto su legalità, benessere, ascolto e contrasto alle dipendenze, in stretta collaborazione con famiglie, enti locali e forze dell’ordine.
Promosso dall’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana, tramite l’USR Sicilia, @LAB_SCHOOL è realizzato dalla Rete SALUS Scuole SHE Sicilia, con capofila l’Istituto Comprensivo “G.E. Rizzo” di Melilli.
Il progetto coinvolge nove istituti polo in tutte le province siciliane e integra arte partecipata, media education, teatro, sport e promozione di stili di vita sani. Tra le azioni più significative figura “The Room of Feeling”, ideata dall’artista Igor Scalisi Palminteri: uno spazio co-costruito con studenti, docenti e personale scolastico, pensato per restare nel tempo come luogo di ascolto, espressione e richiesta di aiuto.
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