Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di Anc Sicilia, esprimono il disappunto dell’associazione dei comuni per la bocciatura all’Ars della norma che avrebbe consentito il superamento del limite dei due mandati consecutivi per i sindaci dei comuni con meno di 15 mila abitanti.
“Prendiamo atto che l’Assemblea regionale siciliana ha bocciato ancora una volta la norma che avrebbe consentito di adeguare la disciplina sui mandati dei sindaci a quella vigente a livello nazionale e alle indicazioni più volte espresse, a tutela dei diritti fondamentali, dalla Corte costituzionale, da ultimo con la recente sentenza n. 16 del 2026 relativa alla legge regionale della Valle d’Aosta”.
I due sindaci esprimono anche dubbi sul valore dell’autonomia regionale in materia di ordinamento degli enti locali.
“Dopo quanto già avvenuto in occasione dell’approvazione della legge ‘Norme riguardanti gli enti locali’, l’esito di questa votazione del Parlamento regionale siciliano ci induce a porre una domanda molto semplice: è davvero utile ai territori — e quindi alla Sicilia — mantenere una specialità in materia di ordinamento degli enti locali che produce norme in contrasto con l’impianto nazionale e con la giurisprudenza costituzionale?
Oppure sarebbe più saggio e utile prevedere un sistematico adeguamento alle norme approvate a livello nazionale, evitando conflitti interpretativi, incertezze applicative e un continuo contenzioso che finisce per ricadere sui comuni e, in ultima istanza, sugli interessi degli stessi cittadini?”.
Per il presidente Amenta, “questo è l’interrogativo che dobbiamo avere il coraggio di porci d’ora in avanti”.
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