Mentre l’Etna è tornata alla sua normale attività, sempre attentamente monitorata dagli studiosi dall’Osservatorio Etneo dell’Ingv, e l’aeroporto di Catania ha recuperato la piena operatività, è tempo di un primo bilancio degli effetti provocati da quasi 10 giorni di caos nei voli.
Secondo dati non ufficiali da noi elaborati, i voli dirottati o riprogrammati sugli altri scali siciliani sarebbero stati 1.108, di cui 710 a Palermo, 228 a Comiso e 170 a Trapani.
I viaggiatori coinvolti sarebbero stati circa 165 mila, di cui 112 mila a Palermo, 38 mila a Comiso e 15 mila a Trapani.
Secondo la stima di Assoesercenti, l’interruzione delle attività dello scalo di Fontanarossa nel periodo dall’8 al 16 agosto, potrebbe avere provocato all’economia siciliana un danno di 22 milioni,
I calcoli dell’associazione guidata dal presidente Salvo Politino, sono basati sui dati sui voli cancellati e sui parametri statistici della Banca d’Italia relativi alla spesa dei visitatori nello stesso periodo.
Politino chiarisce che si tratta di dati non definitivi.
“Non stiamo parlando di un danno già contabilizzato.
Stiamo parlando di una stima economica che vogliamo verificare attraverso i dati reali delle imprese.
L’obiettivo non è gonfiare i numeri, ma fornire alle istituzioni una fotografia seria e documentata dell’impatto dell’emergenza.
Non possiamo impedire all’Etna di eruttare ma possiamo evitare che ogni emergenza naturale si trasformi automaticamente in un’emergenza economica per migliaia di imprese siciliane”.
Per gestire l’emergenza, è stato istituito all’Assessorato Regionale alle Infrastrutture e Mobilità un tavolo tecnico nel quale sono state condivise nuove soluzioni operative, per garantire un supporto ancora più efficace ai passeggeri in caso di future emergenza.
Secondo quanto afferma Gianfranco Battisti, amministratore delegato della Gesap spa, la società che gestisce lo scalo, nel periodo tra il 7 e il 17 agosto l’aeroporto internazionale Falcone Borsellino di Palermo ha gestito 710 voli aggiuntivi, tra arrivi e partenze, dirottati dall’aeroporto di Catania e riprogrammazioni da e per lo scalo palermitano.
I voli hanno movimentato più di 112 mila passeggeri, secondo le stime di Gesap, in media circa undicimila viaggiatori al giorno che si sono aggiunti al flusso quotidiano di oltre 40 mila passeggeri della programmazione estiva del Falcone Borsellino, che dal 7 al 17 agosto ha visto atterrare e decollare 2.962 voli, per un totale di 3.672 voli gestiti.
Per Battisti, l’esperienza di queste settimane costituisce una base importante per rafforzare ulteriormente la cooperazione tra aeroporti, istituzioni, Enac, Protezione Civile, compagnie aeree e operatori della mobilità, valorizzando quanto è stato realizzato sul campo e trasformandolo in un patrimonio stabile di procedure e capacità operative.
Nello stesso periodo all’aeroporto Pio La Torre di Comiso, gestito dalla Sac, la stessa dell’aeroporto di Catania, sono stati gestiti più di 220 voli e oltre 23 mila passeggeri.
Si è trattato di un’emergenza complessa, nel pieno della stagione estiva, che ha messo a dura prova l’efficienza, e ha richiesto uno sforzo straordinario di coordinamento e responsabilità che ha richiesto da parte dell’intero sistema aeroportuale siciliano.
Tra il 7 e il 15 agosto, lo scalo ha gestito complessivamente 324 voli e oltre 38 mila passeggeri.
Nel dettaglio, i voli dirottati da Catania a Comiso sono stati 228, con oltre 23 mila passeggeri complessivamente gestiti, oltre a 96 movimenti programmati, relativi a 15 mila passeggeri.
La Presidente di SAC Anna Quattrone, ha sottolineato il risultato della gestione dell’emergenza.
“In situazioni come questa bisogna essere capaci di fare squadra, assumersi responsabilità e mettere le esigenze dei passeggeri al centro di ogni decisione. I numeri raccontano solo una parte dello sforzo compiuto a Comiso. Dietro ogni movimento e ogni passeggero ci sono persone che hanno lavorato senza sosta, spesso in condizioni di forte pressione. A tutti loro, e a tutti gli Enti che hanno collaborato con noi, va il mio più sincero ringraziamento”.
L’Aeroporto Vincenzo Florio di Trapani Birgi, dal 7 al 13 agosto, ha assorbito 170 movimenti aggiuntivi e 14.957 passeggeri assistiti in più rispetto all’ordinario.
Il traffico è cresciuto dai 6 voli del 7 agosto ai 40-42 movimenti quotidiani del picco tra il 10 e l’11.
Dietro questi dati, il lavoro corale di tutti gli operatori dello scalo: personale Airgest, la società che gestisce lo scalo, con turni rafforzati anche di notte, handler GH, volontari, Protezione Civile, Aeronautica Militare e Polizia di Frontiera.
Un coordinamento straordinario anche per i collegamenti bus da e per Catania, gestiti fino al 12 agosto quando Ryanair ha riprogrammato stabilmente sullo scalo di Trapani tutti i voli ex-Catania.
Il Presidente e il Direttore Enrico Malato della Airgest si sono detti soddisfatti di come l’aeroporto ha retto all’emergenza.
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