Arpa Sicilia risponde alla richiesta di chiarimenti del Prefetto di Siracusa e di altre amministrazioni, sull’autorizzazione rilasciata dalla Regione alla ditta Hub Cem per la realizzazione lo stoccaggio di rifiuti speciali e pericolosi nel porto commerciale di Augusta, ma lo fa dopo che la stessa è stata revocata da un mese.
L’autorizzazione era stata rilasciata senza che fossero stati acquisti una serie di pareri tra cui quello di Arpa.
La questione era stata sollevata da Enzo Parisi di Legambiente nel corso della riunione della Commissione Ambiente dell’Ars che si è tenuta ad Augusta il 24 luglio scorso, dopo l’incendio di Ecomac.
Parisi aveva chiesto direttamente all’Assessore regionale all’acqua, all’energia e ai rifiuti Colianni, al presidente on. Carta, ai componenti della IV Commissione Ambiente e a tutte le istituzioni (sindaci, Arpa, Asp) presenti alla riunione, di revocare in autotutela il decreto con il quale, lo scorso 12 giugno, aveva autorizzato la ditta Hub Cem Augusta spa a realizzare nel porto commerciale uno stoccaggio di rifiuti speciali e pericolosi.
Qualche giorno dopo, il 30 luglio, la richiesta era stata poi formalizzata da Coordinamento Salvare Augusta.
Proprio la questione Hub e dei depositi di rifiuti nel porto di Augusta è stata trattata in IV commissione Ambiente in occasione dell’esame del Piano regionale di gestione dei rifiuti speciali.
Nel corso dell’audizione, Legambiente aveva espressamente chiesto, tra l’altro, il rafforzamento dei controlli e il divieto di installare impianti di stoccaggio o trattamento nei porti, fatta eccezione per i rifiuti in partenza per l’esportazione e solo per brevi periodi di sosta.
Quello che colpisce della ‘Relazione di riscontro’ di Arpa Sicilia è la tempistica.
La richiesta del Prefetto è del 12 agosto, la risposta di Arpa Sicilia è del 30 ottobre, la revoca dell’autorizzazione da parete dell’assessorato è dell’1 ottobre.
Andando più a fondo, a spulciare il documento, si scopre che la firma del Direttore Tecnico, Gaetano Valastro, è dell’11 settembre, quella del Direttore Generale, Vincenzo Infantino, del 14 ottobre, oltre un mese dopo.
Ci sono voluti poi Altri 16 giorni per l’invio alle autorità che avevano fatto richiesta.
Nella ‘Relazione di riscontro’ di Arpa Sicilia si ricostruisce l’iter del procedimento avviato con la prima riunione istruttoria di Conferenza di Servizi del 23.11.2022, fino alla presentazione da parte del richiedente delle integrazioni documentali pervenute all’Agenzia il 30.01.2025.
Nella relazione sono anche chiaristi i motivi del ritardo.
“Nessuna successiva valutazione è stata formalizzata dalla scrivente Agenzia in seno al procedimento a causa della grave carenza di personale e dell’elevato numero di procedimenti in istruttoria, già ripetutamente segnalata a tutte le Autorità Regionali Competenti all’attivazione dei più svariati procedimenti per i quali è richiesto un supporto istruttorio e/o l’espressione di un parere da parte di ARPA Sicilia, facendo presente che, a fronte dell’esiguo numero di funzionari e dirigenti facenti parte dell’U.O.C. Valutazioni e Pareri Ambientali, non è possibile esitare tutte le richieste che pervengono.
Tale critica e perdurante condizione ha fatto sì che l’Agenzia non abbia avuto le risorse per esprimere una valutazione finale sugli elaborati integrativi presentati dal proponente, per cui l’Autorità Competente (A.C.) si è avvalsa del silenzio assenso al fine di rilasciare il provvedimento de quo.”
Nella relazione Arpa chiarisce come il parere dell’agenzia sia obbligatorio solo nel caso di rilascio di Autorizzazioni integrate ambientali, mentre quella richiesta da Hub Cem Augusta è un’Autorizzazione unica.
L’agenzia si ritiene in pratica esclusa da responsabilità, oltre per la lamentata carenza di personale, anche perché ritiene che la verifica sui rilievi sollevati da Arpa sul piano di monitoraggio li abbia fatti l’assessorato.
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