“La situazione all’interno della casa circondariale di Siracusa è ormai fuori controllo”.
Lo sostiene l’Osapp che denuncia un altro episodio di estrema gravità avvenuto ieri quando il personale di Polizia penitenziaria si è recato al blocco dei “detenuti comuni” per dare esecuzione a un ordine di perquisizione ordinaria disposto dai superiori gerarchici.
Arrivati davanti alle celle, gli agenti e il sovrintendente presente sono stati affrontati dai ristretti. I detenuti hanno fatto blocco fisicamente, vietando l’ingresso al personale e rifiutando categoricamente di far eseguire i controlli.
Il momento di massima tensione si è toccato quando i detenuti, per dare forza al proprio rifiuto, hanno minacciato apertamente i poliziotti mostrando e brandendo delle forbici da sarta volutamente separate in due pezzi, trasformate così in micidiali lame appuntite usate come veri e propri pugnali.
Di fronte a una simile ed evidente minaccia con armi bianche pronte a colpire, e per evitare una tragica escalation, il personale in servizio è stato costretto a desistere e a rinunciare alle operazioni di perquisizione.
“Siamo di fronte a un precedente pericolosissimo. – ha dichiarato il segretario provinciale Osapp, Giuseppe Argentino – impedire con le armi e con la forza una regolare perquisizione ordinaria significa che le sezioni detentive rischiano di sfuggire al controllo dello Stato. Sabato l’aggressione ai colleghi, oggi le minacce con forbici smontate e usate come stiletti: il personale è esausto, lavora allo stremo e non ha più le condizioni minime di sicurezza per svolgere il proprio dovere. Il Dap e il ministero della Giustizia devono intervenire oggi stesso, inviando contingenti di supporto prima che sia troppo tardi”.
Gli fa eco Gianluca Sommariva, rappresentante Osapp all’istituto di pena di Siracusa:
“La gestione della sicurezza interna è ormai a livelli critici. I colleghi hanno dovuto desistere dalla perquisizione solo per evitare che la situazione degenerasse in modo incontrollato e pericoloso per il personale. Esprimiamo la massima solidarietà al personale coinvolto, ma le parole non bastano più. Chiediamo il trasferimento immediato fuori regione dei detenuti responsabili di questa rivolta e l’intervento immediato del Gruppo di intervento operativo per ripristinare la legalità, l’ordine e la disciplina all’interno dell’istituto siracusano”.
L’Osapp provinciale annuncia che, in assenza di risposte concrete e immediate da parte dei vertici dell’amministrazione penitenziaria, verranno avviate tutte le forme di protesta consentite a tutela della vita e della dignità dei poliziotti penitenziari di Siracusa.
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