Tra Fratelli d’Italia e Grande Sicilia è scontro aperto, a colpi di accuse di incoerenza, mancanza di lealtà e tradimenti.
Con una nota a firma del commissario provinciale Coletta, del coordinatore cittadino di Siracusa Romano e del capo gruppo al consiglio comunale Cavallaro, Fratelli d’Italia replica duramente alle dichiarazioni del commissario provinciale di Grande Sicilia Vinciullo.
“Le parole del commissario provinciale di Grande Sicilia, Enzo Vinciullo, hanno il sapore di un classico ‘atto di accusa’ per distrarre l’opinione pubblica dai propri scheletri nell’armadio. Lamentarsi delle critiche ricevute è un diritto, ma farlo dimenticando la storia politica recente, i numeri reali della propria forza elettorale e, soprattutto, le proprie acrobatiche giravolte politiche, è un azzardo che merita una replica ferma, documentata e, ci sia consentito, ironica”.
Vinciullo aveva parlato del “progetto per compattare il centrodestra” di Grande Sicilia, “premiato dai risultati elettorali”.
I tre dirigenti del partito della presidente del Consiglio Meloni, lo accusano invece di mancanza di lealtà e definiscono “il conto in sospeso di Grande Sicilia con la storia politica di Siracusa pesantissimo”.
“Vinciullo parla di ‘unire il centrodestra’, ma la realtà è che il suo movimento è specializzato in un’altra disciplina: il ‘salto della quaglia’.
Un esercizio acrobatico che a Siracusa hanno elevato a forma d’arte. Perché, lo ricordiamo, i consiglieri di Grande Sicilia sono stati eletti nelle file del centrodestra con il candidato sindaco Messina, per poi, al ballottaggio, saltare agilmente dall’altra parte della barricata e imbastire accordi sottobanco con il centrosinistra per far vincere Francesco Italia”.
“Oggi siedono comodamente in maggioranza, poltrone al caldo, e hanno il coraggio di lamentarsi del sindaco che loro stessi sostengono. Non si può stare con c…o su due poltrone, come recita il proverbio. Non si può essere governo e opposizione allo stesso tempo, partecipare al governo cittadino e poi fare i moralisti sulla ‘pulizia della città’. Se i marciapiedi sono sporchi e le scuole cadono a pezzi, la prima responsabilità è di chi quelle giunte le vota e le sostiene ogni giorno in Consiglio Comunale.
Noi non cerchiamo poltrone, noi le conquistiamo con i voti”.
L’accusa di FdI a Grande Sicilia è quella di avere tradito l’elettorato, per seguire la loro “bussola impazzita che punta sempre verso la poltrona più comoda del momento”.
“Forse Vinciullo si è dimenticato di quella lealtà verso gli elettori che li hanno votati come centrodestra e che si sono ritrovati, senza preavviso, governati da una giunta di centrosinistra. Quello non è ‘pensiero critico’, è tradimento bello e buono”.
I dirigenti di FdI definiscono poi Grande Sicilia “un contenitore in cerca di identità”, mentre Fratelli d’Italia “è radicata capillarmente in tutto il territorio da anni, con circoli attivi e amministratori che governano e rappresentano i cittadini quotidianamente”.
Vinciullo aveva commentato il risultato alle recenti elezioni amministrative in provincia di Siracusa.
“I dati elettorali hanno premiato il nostro sforzo, consacrandoci come il primo partito nella provincia di Siracusa.
Al contrario, altre componenti della coalizione, come Fratelli d’Italia, in due dei tre comuni citati non sono riuscite nemmeno a eleggere un consigliere comunale”.
Anche su questo Coletta, Romano e Cavallaro rispondono duramente.
“Dato che a Vinciullo la matematica sembra sfuggire, i numeri ufficiali parlano chiaro e smentiscono la sua narrazione: Fratelli d’Italia in provincia di Siracusa ha una rappresentanza amministrativa diffusa in tutti i comuni, frutto di lavoro, coerenza e radicamento, non di acrobazie”.
Quindi il riferimento alle elezioni del consiglio e del presidente del Libero consorzio, quando Fratelli d’Italia ha eletto due consiglieri, nonostante l’isolamento nel centrodestra.
“Un risultato straordinario che ha sparigliato i conti proprio di Grande Sicilia e che non è caduto dal cielo, né è frutto di accordi sottobanco o di ‘salti della quaglia’. È il frutto di un radicamento profondo e di una presenza attiva in ogni angolo della provincia. Due seggi che rappresentano il riconoscimento del lavoro quotidiano dei nostri militanti, dei nostri amministratori e del consenso che siamo riusciti a costruire pezzo dopo pezzo, comune dopo comune”.
Riguardo l’affermazione di Vinciullo, secondo cui Grande Sicilia sarebbe il “pilastro stabile” del centrodestra, da FdI replicano che “la stabilità si costruisce con i mattoni del consenso popolare, non con gli annunci stampa e, soprattutto, non con i salti della quaglia”.
A dare fastidio a FdI non sarebbe “l’azione di unire dà fastidio” ma la mancanza di trasparenza.
“Dà fastidio che lo voglia fare senza rispettare i patti, attaccando il sindaco Italia per fare opposizione pur stando in maggioranza, e dimenticando che il vero collante della coalizione è il rispetto per l’elettore.
Se davvero si vuole rafforzare il centrodestra, si cominci col fare chiarezza nelle proprie stanze e con il non accusare gli altri di essere ‘divisivi’ quando si ha la coscienza sporca di aver già tradito il voto degli elettori al ballottaggio di Siracusa.
La coerenza non si misura nei proclami, ma nel voto in Consiglio Comunale. E su quello, caro Vinciullo, il silenzio di Grande Sicilia è assordante. Così come assordante è il rumore dei vostri ‘salti’ ogni volta che si profila una poltrona vacante”.
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