Si è svolto anche quest’anno l’evento annuale dei camici bianchi siracusani “L’Ordine incontra la città” con un ‘edizione speciale della rassegna, che ha compiuto dieci anni dalla sua istituzione, alla presenza delle principali autorità civili, militari e religiose della città.
Sul palco, a condurre la serata al Teatro comunale, gremito di pubblico è stato l’ideatore del format e presidente dell’Ordine, Anselmo Madeddu, che nel programma ha tracciato una linea di continuità immersiva ed emozionale tra passato e presente.
Dalla cerimonia di premiazione dei “Caducei d’oro”, i medici che festeggiano il 50° anniversario del conseguimento del loro titolo accademico, al giuramento, in siciliano e greco, dei neolaureati.
Questi ultimi sono stati protagonisti dell’ormai consolidato “Premio Testaferrata” che magnifica il valore scientifico delle tesi di laurea dei meritevoli partecipanti.
Nel 2026 a prevalere sugli altri concorrenti sono state due giovani donne: Anna Maria Mauceri Boccadifuoco, che si è aggiudicata il primo posto in classifica con il suo interessante lavoro su “Il ruolo dei profili trascrittomici nell’atrofia corticale e nella vulnerabilità regionale nello spettro sla-ftd”, seguita da Maria Chiara Castorina, che si è occupata dell’ “Applicazione dell’intelligenza artificiale nell’interpretazione dell’ECG in una corte di pazienti ricoverati dal pronto soccorso all’unità di cardiologia per sindrome coronarica acuta: uno studio retrospettivo”.
Tra i cinque finalisti figurano Domenico Sangiorgi, Carlotta Sipione e Alessandra Alice Saramin. Per la sezione Odontoiatri il vincitore è stato Luigi Cosentino, con la sua ricerca sul “Trattamento di difetti infraossei-parodontali con l’uso di amelogenine: analisi sperimentale di un approccio mini invasivo”.
Per il “Premio medici scrittori”, a conquistare il consenso della giuria – incantata dal suo elaborato “A parola Aruci” – è stata la dottoressa Tina Casto. Tra i medici dalla penna creativa in finale, ancora una volta, Lorenzo Caliri e Giuseppe Bordonali.
Il primo Premio 2026 per gli “Studenti scrittori” della curvatura biomedica è stato assegnato a Jacopo Barrera, dell’istituto superiore “Ruiz” di Augusta, che ha approfondito, nel suo racconto “La scelta di Amir”, in linea con il tema conduttore della serata, “Il valore della pace e il dovere etico oltre il campo di battaglia”.
“Ogni atto medico-ha sottolineato Madeddu-è un atto di pace. Curare senza discriminare significa contrastare le diseguaglianze che alimentano il conflitto. Promuovere la Salute significa costruire futuro e rafforzare la democrazia. La guerra rappresenta la negazione della dignità e dei diritti umani. Colpisce soprattutto i civili, distrugge i sistemi di cura, moltiplica la sofferenza e l’ingiustizia e noi Medici la condanniamo perché incompatibile con i valori della Vita”.
Incantevole l’interpretazione della Dea Igea da parte dell’attrice Doriana Lafauci. A catalizzare, ulteriormente, la curiosità dei presenti, l’intrigante anticipazione dell’atteso film, la cui uscita è prevista il prossimo novembre, dal titolo “La verità sommersa”, sugli ultimi sviluppi delle indagini scientifiche che confermano sempre di più le origini siracusane dei Bronzi di Riace.
Alto momento culturale della serata è stata la lectio magistralis del rettore dell’ università degli studi “Kore” di Enna, Paolo Scollo, mentre a chiudere in bellezza è stata l’artista Stefania Bruno, che con la corposità evanescente della sabbia ha lanciato un messaggio di pace.
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