È durato oltre mezz’ora l’atteso intervento in Consiglio comunale del sindaco Francesco Italia, sula delicata questione del coinvolgimento di esponenti dell’amministrazione e del mondo imprenditoriale nell’indagine Nexus, nell’ambito della quale è finita agli arresti domiciliari l’ex vice presidente del Consiglio comunale Cetti Carbone.
“Io non discuterò degli atti d’indagine in corso, vi parlerò di ciò che è stato riportato pubblicamente, perché la nostra amministrazione non possiede gli atti d’indagine, quindi solo su quello su cui la città si è fatta un’idea.
Del resto, l’abbiamo sentito, anche chi ha depositato una mozione di censura l’ha scritta su quello, lo ha letto sui giornali.
È giusto allora che sullo stesso terreno su cui sono giudicato si risponda, e io risponda, dove i giornali riportano conversazioni mie o di altri, io non sono qui a commentarle.
E non per reticenza, ma perché su quelle deciderà chi ne ha il compito. Un sindaco che discute in aula di un’indagine non serve la verità, ma la inquina. Quindi io non parlerò degli atti d’indagine in corso”.
Così ha esordito il sindaco, che ha ribadito la sua estraneità a quello che è stato definito “sistema di gestione degli appalti”.
Italia ha ammesso di avere ricevuto una proroga delle indagini, diversi mesi fa.
“Non sono destinatario di alcuna misura diversa, una proroga d’indagine non è un’accusa provata, non è una condanna, ma è un atto che apre una verifica.
A quella verifica io intendo sottopormi, e mi sottopongo, con rispetto massimo per chi la conduce, e con la fiducia che venga apportata fino in fondo”.
Il sindaco ha ringraziato i componenti della Giunta per avere subito accettato la sua richiesta di dimettersi, e ha chiarito che ha chiesto lui all’assessore al Bilancio e alla trasparenza Pierpaolo Coppa di restare in carica.
“Qualcuno di voi mi chiede le dimissioni mi sembra di capire sia all’estrema destra che all’estrema sinistra e lo chiedono con parole e atteggiamenti anche abbastanza diversi.
Rispondo a tutti con la stessa franchezza con cui ho risposto almeno per quello che posso fare oggi e in quest’aula fino adesso io non credo di potermi guardandomi allo specchio come sindaco prima ancora e come essere umano dimettermi per una prologa di indagini perché farlo vorrebbe dire che una prologa vale una condanna e quel principio se lo accettassimo oggi contro di me domani varrebbe contro chiunque sieda in quest’aula”.
Italia si è quindi rivolto, senza farne i nomi né indicare i partiti di appartenenza, ai consiglieri di Forza Italia e di Fratelli d’Italia, che invocano “con forza e giustamente” il garantismo quando ad essere iscritto a rinviato giudizio, e perfino condannato in primo grado, è uno dei suoi ministri, deputati assessori regionali di ogni colore.
“Il garantismo non può essere una geometria che cambia a seconda del partito o vale per tutti o non vale per nessuno e io oggi vi chiedo che valga anche per me”.
Francesco Italia ha infine ringraziato tutti coloro che gli hanno inviato in questi giorni centinaia di messaggi telefonate, testimonianza di vicinanza solidarietà, cittadini, esponenti politici consiglieri comunali che anche in quest’aula desidero ringraziare anche persone molto lontane dalle sue posizioni.
“Leggendo certe parole e il tono di alcuni messaggi ho pensato che di fatto questa infausta circostanza mi sta dando un’occasione che a poche persone capita nella vita che è quella di vivere un funerale da vivo, con il privilegio questa volta di poter ascoltare e ringraziare e osservando da vicino e distinguendo il cordoglio vero da quello di facciata.
L’affetto e la vicinanza dal silenzio e dalla distanza”.
A conclusione della seduta, il consigliere del Partito democratico Massimo Milazzo ha annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia contro il sindaco.
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