Il Comitato “Tuteliamo l’Istituto Rizza di Siracusa” non si arrende e continua la protesta contro la decisione del Libero consorzio, di trasferire l’Istituto dalla sede storica di via Armando Diaz a quella di via Modica.
La decisione è contenuta nel Piano scuole approvato dal Libero consorzio a dicembre scorso, che prevede la razionalizzazione degli edifici scolastici.
Il Piano prevede che il Palazzo degli studi sia destinato interamente al Liceo Corbino e il Rizza sia trasferito nella sede dell’Insolera, istituto al quale è stato recentemente accorpato.
Sulla vicenda si è anche espresso il Tar Catania che ha respinto un ricorso del comitato, che ora attacca il presidente del Libero consorzio Giansiracusa con un comunicato nel quale lo accusa di non aver preso in considerazione nessuna delle proposte presentate dalla scuola.
“Si afferma che il Tribunale ha confermato la legittimità dell’azione amministrativa.
Tuttavia, in questa narrazione manca completamente ciò che la scuola, gli studenti e le famiglie hanno vissuto in questi mesi: il silenzio istituzionale, l’assenza di risposte alle proposte avanzate dall’Istituto dietro esplicita richiesta del Presidente del Libero Consorzio in piena assemblea cittadina svoltasi, presso l’aula conferenza dell’Istituto “Rizza-Insolera”, il 7 gennaio 2026 e il danno concreto prodotto dall’atto monocratico del 23 dicembre 2025 in piena fase di orientamento in entrata”.
Nessuna contrapposizione ideologica, sostengono i membri del comitato, che sottolineano piuttosto come la scuola abbia partecipato ai tavoli tecnici con spirito costruttivo, presentando proposte alternative finalizzate a salvaguardare il diritto allo studio nella sede scelta dalle famiglie, e come alle proposte formulate non sia mai seguito alcun riscontro tecnico o economico.
Nel comunicato si lamenta inoltre il clima di incertezza generato nella comunità scolastica e nelle famiglie, che portato a una riduzione delle iscrizioni per l’anno scolastico 2026/207, rispetto all’anno precedente, quando la scuola “era supportata da una sede sicura e strategica per il bacino di utenza”.
Il comitato lamenta come l’intera vicenda sia stata trattata come un problema numerico di alunni, di spazi e di presunti risparmi economici, senza una reale valutazione dei costi complessivi dell’operazione.
Non sarebbero stati considerati i costi relativi a traslochi, trasporto studenti, dismissione e ricollocazione dei laboratori, cablaggi e investimenti PNRR già realizzati nella sede storica.
“Non si cancella un’identità scolastica con oltre cento anni di storia come un semplice problema logistico da impacchettare e trasferire.
Per queste ragioni il Comitato, prosegue il percorso legale dinanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa, affinchè vengano pienamente valutati:
• il danno arrecato alla continuità educativa;
• il pregiudizio subito durante il periodo delle iscrizioni;
• l’impatto sugli investimenti pubblici già effettuati;
• l’assenza di un reale confronto sulle proposte avanzate dall’Istituto”.
Il Comitato annuncia nuove iniziative e una raccolta fondi pubblica e trasparente per sostenere le spese legali necessarie alla prosecuzione del giudizio, per “difendere il diritto allo studio, la presenza dell’istruzione tecnica nell’area centrale e sud della città e il valore storico e formativo dell’Istituto “Rizza-Insolera”.
Quindi l’appello alla politica siracusana.
“Oggi tutta Siracusa è chiamata a difendere una parte importante della propria identità educativa e culturale.
Siracusa scelga se subire in silenzio o se unirsi alla protesta.
Dov’è la lungimiranza e soprattutto dov’è la politica siracusana per l’Istituto “Rizza-Insolera?
Ci sostengono e ci confortano le solide dichiarazioni del benemerito Marco Fatuzzo, già Dirigente dell’Istituto ed illustre Politico siracusano, con la P maiuscola, che al primo sentore del trasferimento definì questa scelta ‘scellerata’ e diede la soluzione mantenendo le due sedi storiche così come hanno convissuto da oltre 100 anni”.
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