“Accogliamo con favore la notizia dell’acquisto di una nuova PET/TC destinata all’ospedale Umberto I di Siracusa. Investire nelle tecnologie sanitarie è necessario e non può che essere considerato positivamente. Ma c’è una domanda alla quale l’Asp di Siracusa deve rispondere: che cosa devono fare, oggi, i pazienti che attendono da mesi di poter effettuare una Pet?”
A dirlo è il gruppo sanità del Pd di Siracusa che entra nel problema sorto ai primi di luglio quando la Pet si è guastata e agli utenti già prenotati per l’esame alla Medicina nucleare dell’Umberto I è stato detto che gli esami sarebbero stati rinviati a data da destinarsi.
Il 2 settembre è arrivato l’annuncio dell’acquisto di una nuova apparecchiatura, con l’attivazione prevista addirittura entro dicembre 2026.
“Un investimento certamente importante, ma che non può trasformarsi nell’ennesimo annuncio di un miglioramento futuro mentre nel presente ci sono pazienti che aspettano da circa quattro mesi una prestazione diagnostica fondamentale.- si legge in una nota con cui si chiede all’Asp di Siracusa di chiarire immediatamente quanti sono gli utenti ai quali l’esame è stato rinviato a partire da luglio, quanti di questi pazienti sono ancora in attesa, quale data è stata assegnata o verrà assegnata a ciascuno di loro, quali prestazioni sono state garantite attraverso la convenzione con l’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania e quante altre ne sono previste, quali misure straordinarie sono state adottate per smaltire l’arretrato accumulato e soprattutto, che cosa deve fare un cittadino che oggi chiama per avere notizie e non riceve una risposta certa.
“La Pet/Tc non è un esame ordinario. È uno strumento indispensabile, in particolare, nel percorso diagnostico e terapeutico di moltissimi pazienti oncologici. Dietro ogni prenotazione rinviata non c’è un numero in una lista d’attesa: c’è una persona, spesso una persona malata, che aspetta una diagnosi, una stadiazione, una verifica dell’efficacia di una terapia o una decisione sul proprio percorso di cura”. –prosegue la nota
Per gli esponenti politici il problema è garantire il diritto alla salute durante il periodo in cui quella macchina non c’è e prima di parlare di riduzione delle liste d’attesa bisognerebbe spiegare come si intende smaltire quella lista che, nel frattempo, si è ulteriormente allungata.
“Da mesi ascoltiamo annunci e promesse di miglioramento dei servizi sanitari. Ma chi si trova dall’altra parte del telefono, chi attende una prestazione, chi accompagna un familiare malato, non vive di annunci: ha bisogno di risposte. Non è sufficiente dire che entro dicembre arriverà una nuova Pet. Dicembre è fra pochi mesi. La malattia, invece, non aspetta dicembre.
Ci chiediamo dunque cosa accadrà se questa situazione dovesse protrarsi fino alla fine dell’anno. Quanti pazienti saranno costretti ad aspettare ancora? Quanti saranno costretti a rivolgersi fuori provincia? Quanti, ancora una volta, dovranno affrontare viaggi, costi e disagi per ottenere una prestazione che dovrebbe essere garantita dal nostro sistema sanitario provinciale?”- si interroga il gruppo del Pd che stigmatizza una situazione che ritiene non più accettabile:
“liste d’attesa difficili da smaltire, prestazioni rinviate, utenti lasciati senza risposte e una comunicazione che troppo spesso racconta un sistema sanitario migliore di quello che i cittadini incontrano concretamente”.
Inoltre dal 5 giugno il segretario provinciale del Partito democratico, Piergiorgio Gerratana, insieme al gruppo di lavoro coordinato da Antonella Fucile, ha chiesto un confronto al commissario straordinario dell’Asp di Siracusa, Gioacchino Iraci, su numerose questioni che riguardano la sanità provinciale.
“A oggi, quel confronto continua a non esserci. Non chiediamo passerelle. Non chiediamo polemiche fini a sè stesse. Chiediamo di poter discutere dei problemi reali della sanità siracusana e di ricevere risposte sui problemi che ogni giorno vengono segnalati dai cittadini e dagli operatori.
Per questo torniamo a chiedere al Commissario Iraci un confronto pubblico e trasparente. E torniamo a chiedere, soprattutto, risposte per i pazienti”- conclude la nota
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