Si è conclusa in anticipo la protesta contro il caro gasolio di allevatori e agricoltori che dalla mezzanotte dell’altro ieri notte si erano posizionati con i loro mezzi sulla ex 114, davanti allo svincolo per la raffineria Sonatrach.
Il presidio era in programma fino ad oggi alle 17, ma ieri pomeriggio è stato già tolto, rallentando per qualche ora i movimenti delle autobotti che caricano carburante nello stabilimento industriale.
E ha registrato l’adesione anche di alcuni operai del petrolchimico siracusano che qualche ora dopo sono stati ricevuti dal prefetto di Siracusa, a cui hanno presentato le proprie istanze per richiamare l’attenzione sulle difficoltà economiche che interessano lavoratori e famiglie.
“Al centro della richiesta, – fanno sapere gli operai in una nota- la necessità di istituire un tavolo di confronto con aziende e parti sociali per individuare misure concrete a sostegno del reddito dei lavoratori del polo industriale e della zona Aerca”.
La richiesta nasce dalle crescenti difficoltà legate all’aumento del costo della vita, con conseguente perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni.
“Tra le proposte avanzate figurano indennità economiche, premi e buoni spesa, nell’ottica di
sostenere le famiglie e le spese quotidiane” con i lavoratori che chiedono un confronto serio e costruttivo per tutelare il potere d’acquisto e garantire attenzione a chi ogni giorno contribuisce al funzionamento del polo industriale siracusano.
“La tutela del reddito viene indicata come questione fondamentale per la dignità dei lavoratori e il benessere delle loro famiglie”
Alla manifestazione ha preso parte anche il Comitato Stop Veleni Augusta–Priolo–Melilli–Siracusa con la portavoce Cinzia Di Modica, che all’incontro con il prefetto, ha chiesto il calmieramento dei carburanti nell’Aerca di Siracusa come misura di compensazione ambientale e sanitaria per le popolazioni di Augusta, Priolo Gargallo, Melilli, Siracusa, Floridia e Solarino.
“Il Comitato ha richiesto che tale misura venga attuata attraverso accordi tra le istituzioni competenti e le aziende del petrolchimico, quale riconoscimento concreto degli impatti ambientali e sanitari che le comunità locali subiscono da decenni a causa della presenza degli insediamenti industriali. – ha fatto sapere la portavoce- Il territorio siracusano ospita uno dei principali poli petrolchimici e di raffinazione del Paese, sostenendone da decenni gli impatti ambientali, sanitari e sociali.
Riteniamo che le comunità dell’Aerca di Siracusa abbiano diritto a misure concrete di compensazione ambientale e sanitaria e che una parte della ricchezza generata dalle attività industriali debba tradursi in benefici economici diretti per i cittadini che convivono quotidianamente con tali insediamenti”.
Per queste ragioni, il Comitato ha chiesto al prefetto di promuovere, nell’ambito delle sue competenze, un confronto con il Governo nazionale, la Regione Siciliana, le amministrazioni locali e le aziende del petrolchimico, al fine di valutare la fattibilità della misura proposta e individuarne tempi e modalità di attuazione.
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