Non c’è pace per la casa circondariale di Siracusa, al centro tra il tardo pomeriggio di ieri e la notte di una vera e propria “guerriglia” creata, come denunciato dal segretario provinciale dell’Osapp Giuseppe Argentino, dall’azione violenta di un ristretto gruppo di 6-7 detenuti, extracomunitari, che sono saliti sul tetto dell’istituto dopo essersi fasciati la fronte con le magliette, emulando l’atteggiamento dei kamikaze della seconda guerra mondiale.
“I rivoltosi, palesando una folle e preordinata determinazione, hanno devastato i pannelli fotovoltaici, distruggendoli a colpi di pietra e divellendo le sbarre di supporto per utilizzarle come armi contro il personale di Polizia penitenziaria intervenuto per ripristinare l’ordine.
Gli agenti saliti sul tetto sono stati fronteggiati con inaudita violenza. Per sfuggire al fitto lancio di pietre e all’aggressione con le sbarre di ferro, comprendendo di essere sul punto di soccombere a quella furia, alcuni poliziotti si sono visti costretti a lanciarsi dal tetto”.
Pesante il bilancio per il personale intervenuto: una decina di agenti è stata trasportata d’urgenza in alcuni ospedali della provincia, l’ Osapp chiede che venga fatta piena luce sulla gestione dell’evento e se le regole d’ingaggio previste per fronteggiare situazioni così caotiche e critiche siano state applicate correttamente.
“Riteniamo inaccettabile che un numero così limitato di facinorosi abbia potuto determinare un tale livello di violenza e mandare in ospedale ben dieci unità della Polizia penitenziaria. Al contempo, si dà atto che l’istituto è stato successivamente blindato all’esterno dai contingenti di Carabinieri, Polizia di stato e Guardia di finanza per prevenire qualsiasi tentativo di evasione”- conclude la nota sindacale in cui si esprime apprezzamento per l’intervento del Provveditore regionale, Veneziano, che coadiuvato dal commissario Rizzo, ha assunto personalmente la gestione della crisi sul campo.
“La presenza e la guida diretta dei vertici dell’Amministrazione in un momento così drammatico sono state fortemente valorizzate e sentite dal personale di Polizia Penitenziaria, che da tempo opera in condizioni di estrema emergenza”
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