“L’intera dinamica dell’episodio di San Vito Lo Capo, così per come viene riportata dai media, lascia davvero sgomenti, anzi si fa fatica perfino ad immaginarlo. Superando ogni frase fatta, dobbiamo riconoscere che abbiamo un problema ad ogni latitudine, quindi anche dalle nostre parti”.
Lo afferma il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno in riferimento al grave episodio che si è verificato ieri in un istituto comprensivo del trapanese dove un ragazzino di appena 11 anni avrebbe tentato di accoltellare l’insegnante di tecnologia durante le lezioni, ma sarebbe stato bloccato prima di riuscire a ferirlo.
Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo avrebbe portato a scuola due coltelli di piccole dimensioni e avrebbe cercato di aggredire il docente davanti ai compagni di classe.
L’undicenne avrebbe indossato un casco integrale nel tentativo di non farsi riconoscere, poi avrebbe ripreso la scena con il cellulare e trasmesso una diretta video all’interno di un gruppo Telegram.
“È oramai evidente che l’uso indiscriminato dei social come autentiche fabbriche di odio, in cui postare ogni forma di violenza, si ripercuote inevitabilmente su chi, ad appena 11 anni, non ha certamente la piena cognizione del gesto folle che sta compiendo. – aggiunge Galvagno-
Come Ars abbiamo approvato da poco una legge che vieta l’uso degli smartphone tra i bambini, ma ovviamente non basta. Bisogna lavorare, e tanto, per fermare questa deriva prima che diventi inesorabile”.
Sul caso indagano i Carabinieri della Stazione di San Vito Lo Capo e della Compagnia di Alcamo. Gli accertamenti sono coordinati dalla Procura per i minorenni di Palermo, che sta ricostruendo l’esatta dinamica dei fatti e verificando anche l’eventuale premeditazione del gesto.
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