Alla fine l’ha spuntata La Vardera, che ha ottenuto le dimissioni del vicesindaco di Agrigento Giovanni Crosta, finito al centro di una polemica che aveva spinto il leader di Controcorrente a chiederne le dimissioni e poi ad espellerlo dal partito.
Crosta, nominato dal sindaco eletto qualche mese fa, Michele Sodano, è proprietario assieme alla sorella, di una villa abusiva in contrada Zingarello, ereditata alla morte del padre.
Crosta, era stato difeso dal sindaco Sudano e aveva sottolineato come per la villa fosse stata presentata una richiesta di sanatoria già nel 1985 ancora senza risposta.
Due giorni fa, lo stesso sindaco sindaco aveva revocato a Crosta la delega alla Polizia Municipale e avviato i controlli sulla pratica di condono edilizio.
“Linearità e trasparenza contraddistinguono questa Amministrazione, senza fraintendimenti o sotterfugi, con il rigore che ogni vicenda richiede”.
La vicenda aveva generato una polemica all’interno del movimento, e provocato tensioni tra La Vardera e Sodano.
A sostegno di Sodano e Crozza si era schierato Cateno De Luca con un post sul suo profilo social nel quale difende l’autonomia del sindaco.
“Non entro nel merito delle scelte politiche, ma quello a cui stiamo assistendo nelle ultime ore va ben oltre il confronto politico: siamo di fronte a una vera e propria invasione di campo sulla sua autonomia, a una violenza e pressione mediatica inaccettabile per le prerogative che la legge attribuisce a un sindaco nella nomina o revoca della sua squadra di governo.
Siamo ormai oltre il tribunale dell’inquisizione: siamo al Savonarola 4.0, a un processo sommario condotto a mezzo stampa e social dal suo “capo politico”, mio figlioccio Ismaele La Vardera.
Mancano solo le forche in piazza e poi il quadro è completo.
Un sindaco non può essere calpestato o delegittimato in questo modo solo per paura di un possibile servizio de Le Iene”.
Le dimissioni di Crosta, che si ritiene vittima di speculazioni politiche strumentali, sono arrivate dopo un incontro tra Sodano e La Vardera.
“A seguito dell’enorme clamore mediatico creatosi attorno alla mia persona, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di assessore e vicesindaco di Agrigento, non avendo in questo momento la necessaria serenità per portare avanti il mio mandato ed operare al meglio nell’interesse della collettività, come ho fatto fino ad oggi.
Ritengo fermamente di essere vittima di speculazioni politiche strumentali finalizzate a rompere gli equilibri sino ad oggi in atto.
Tuttavia, il rispetto che nutro per le istituzioni e per i cittadini mi impone di fare un passo indietro per mettere fine a sterili polemiche”.
Secondo notizie di stampa, sulla richiesta di condono sarebbe nel frattempo arrivato il parere contrario della Soprintendenza, motivato dalla carenza della documentazione fornita a corredo della domanda.
L’abitazione si troverebbe all’interno di un’area sottoposta a vincoli legati alla vicinanza alla costa.
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