Prosegue senza sosta la disputa amministrativa attorno al depuratore di Augusta. Aretusacque, insieme al partner privato Acea, ha deciso di portare avanti la battaglia legale presentando ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa contro la sentenza del Tar che aveva respinto il precedente tentativo.
Il nodo della vicenda riguarda la titolarità della realizzazione dell’impianto. Secondo i ricorrenti, l’intervento rientrerebbe tra quelli previsti nella gara per la scelta del socio privato del servizio idrico, aggiudicata proprio da Acea.
Tuttavia, il tribunale amministrativo ha ritenuto inammissibile l’impugnazione del bando relativo ai lavori sulla rete fognaria del Comune di Augusta, un appalto da oltre 50 milioni di euro inserito in un finanziamento complessivo di 69,2 milioni già assegnato.
La decisione di rivolgersi al Cga è stata formalizzata dal Comitato di gestione della società che dovrà occuparsi del servizio idrico per i prossimi trent’anni.
I legali hanno quindi depositato il nuovo ricorso, nel tentativo di ribaltare l’esito del primo grado di giudizio.
Alla base della pronuncia del Tar vi è l’interpretazione delle competenze sull’opera. Nella sentenza, i giudici hanno chiarito che, pur essendo il depuratore inserito nella pianificazione d’ambito, la sua realizzazione è attribuita al commissario straordinario unico, con copertura finanziaria tramite fondi pubblici e non attraverso investimenti legati alla gestione tariffaria.
Una ricostruzione che richiama anche il commissariamento deciso dal governo sin dal 2015, finalizzato a superare le criticità che hanno portato alla procedura d’infrazione europea.
Inoltre, nel quadro degli interventi affidati ad Aretusacque non compare direttamente la costruzione del depuratore, ma solo opere accessorie connesse alla gestione del servizio idrico.
Nonostante ciò, la società ha scelto di proseguire nel contenzioso. Resta ora da vedere se la stessa determinazione sarà impiegata anche sul fronte degli interventi più urgenti e indiscussi, come quelli necessari a risanare una rete idrica che continua a presentare gravi criticità.
L’auspicio in città è che questi contenziosi non finiscano per ritardare ulteriormente un ‘opera attesa da troppi anni dagli augustani che nell’Isola e oltre vedono il loro mare inquinato dagli scarichi fognari.
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