
L’appalto per la realizzazione del depuratore di Augusta e delle opere connesse può andare avanti, almeno fino all’udienza di merito fissata per il 4 novembre di quest’anno.
Non si tratta del via libera definitivo, ma l’Ordinanza con la quale il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha respinto la richiesta di sospensione cautelare dell’efficacia della sentenza del Tar di Catania, che aveva a sua volta respinto la richiesta di Aretusacque e Acea Siracusa di annullamento della procedura di appalto del depuratore di Augusta, rappresenta indubbiamente un passo avanti verso la realizzazione dell’opera.
Il Cga, massimo organo di giustizia amministrativa in Sicilia, ha ritenuto che le questioni prospettate necessitano dell’approfondimento proprio della fase di merito e ha fissato l’udienza pubblica al 4 novembre 2026.
Il Collegio giudicante ha valutato che dall’esecuzione della sentenza del Tar non possa derivare un pregiudizio grave e irreparabile, motivo che avrebbe portato a disporre la sospensione dell’esecutività della sentenza impugnata.
Secondo Aretusacque e Acea Siracusa, la società pubblica e il partner privato a cui è stata affidata dall’Ati di Siracusa la gestione del servizio idrico integrato nella provincia, essendo l’impianto inserito nel Piano d’Ambito, rientrerebbe tra le opere la cui realizzazione è competenza della società di gestione del servizio integrato.
In particolare, nel ricorso, le due aziende sostengono che i lavori oggetto del bando impugnato sarebbero, in realtà, già stati affidati dall’A.T.I alle stesse, costituendo oggetto della concessione alla costituenda società mista anche “i lavori strumentali alla gestione del servizio, indicati nel Piano d’ambito e s.m.i.”, tra cui anche gli “interventi funzionali al superamento delle criticità del sistema fognario e depurativo del Comune di Augusta”, pianificati dal Commissario Straordinario Unico e stimati in complessivi € 55.146.646,00.
Il Tar ha invece accolto la tesi sostenuta dai legali del Commissario e da quali del Comune di Augusta e ha stabilito che le opere oggetto del bando, non rientrano tra quelle affidate al consorzio di imprese.
“Il Piano d’Ambito approvato dall’A.T.I. con deliberazione n. 3 del 14 aprile 2023 inserisce nel quadro d’ambito gli “Interventi funzionali al superamento delle criticità del sistema fognario e depurativo del Comune di Augusta” ma ne individua espressamente il soggetto attuatore nel Commissario Straordinario Unico e ne prevede la copertura mediante contributi a fondo perduto, estranei alla logica degli investimenti tariffari di gestione.
In conseguenza, essendo i lavori inerenti al sistema fognario e depurativo del Comune di Augusta esclusi dall’aggiudicazione al costituendo R.T.I. ACEA Molise S.r.l. e Cogen S.p.A., le società ricorrenti non avrebbero interesse ad impugnare il bando indetto dal Commissario Straordinario Unico”.
Per il Giudice amministrativo non sarebbe stato, dunque, il Commissario a travalicare i propri limiti di competenza, ma piuttosto il Commissario dell’A.T.I. di Siracusa nell’inserire erroneamente nella gara a doppio oggetto un intervento che non avrebbe potuto più essere messo a bando.
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