Augusta si mobilita nel segno della pace. Ieri, 18 aprile, piazza Duomo ha ospitato il sit-in “Tessere la pace”, un’iniziativa che ha unito donne, associazioni e cittadinanza in un momento di forte partecipazione collettiva. Dalle 18 alle 19.30, il cuore della città è diventato uno spazio di incontro, creatività e impegno civile, in contemporanea con altre 150 piazze italiane.
Promosso dal Presidio donne per la pace di Augusta e coordinato da Lorena Crisci, l’evento ha visto il protagonismo attivo delle donne del territorio, impegnate nella realizzazione dal vivo di arazzi della pace.
Fili, stoffe, nastri e ricami si sono trasformati in simboli concreti di un messaggio condiviso: costruire un futuro libero dai conflitti, fondato sulla cura, sulle relazioni e sulla responsabilità collettiva.
Accanto alla dimensione artistica, la manifestazione è stata arricchita da momenti culturali con letture, canti e performance teatrali.
Particolarmente apprezzato il contributo musicale di Concetto Mendola, che ha accompagnato l’iniziativa rendendo ancora più forte il senso di unione tra i partecipanti. Presente anche la compagnia RediCuore, che ha contribuito con interventi teatrali.
Numerose le associazioni locali coinvolte, tra cui Auser, Cgil, Nesea, Fidapa, Augusta Project ASP, Legambiente, AVS e l’Associazione 18 Aprile. A tutte loro è andato il ringraziamento degli organizzatori per l’impegno e la partecipazione.
“Tessere la pace” si configura come un’azione dal basso che intende contrastare la logica della guerra, valorizzando il ruolo storico delle donne nella difesa della vita e nella ricostruzione dei legami sociali. Come sottolineato dalla referente Crisci, si tratta di una manifestazione apartitica e apolitica, aperta a tutte e tutti.
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio, già avviato lo scorso 28 marzo con la partecipazione di circa cento persone, e destinato a proseguire nei prossimi mesi.
Il momento culminante sarà il 21 giugno, quando gli arazzi realizzati in tutta Italia confluiranno a Roma per una grande manifestazione nazionale.
In un contesto globale segnato da conflitti sempre più diffusi, le promotrici ribadiscono con forza il rifiuto della guerra e del riarmo, denunciando le conseguenze devastanti sui civili, sull’ambiente e sul futuro delle comunità.
“Tessere la pace” diventa così non solo un gesto simbolico, ma una pratica concreta che unisce pensiero e azione: ricucire ciò che la guerra divide, ricostruire relazioni, difendere la vita.
L’invito è aperto a tutti: partecipare al prossimo appuntamento portando con sé un pezzo di tessuto, una parola o un segno, per continuare insieme a tessere una rete di pace e speranza.
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