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Augusta| Restauro Castello Svevo: la comunità non è stata coinvolta

Augusta| Restauro Castello Svevo: la comunità non è stata coinvolta
Attualità
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Restauro Castello svevo riflettori puntati, tra i pro e i contro, sulla scelta di rimuovere la parte costruita alla fine del 1800 per ospitare i detenuti. Triberio e Ranno di Articolo Uno stigmatizzano in mancato coinvolgimento della comunità cittadina. L’assessore Sirena considera la demolizione una decisione pienamente condivisibile.

Continua a far discutere la scelta di eliminare dal Castello svevo la struttura realizzata a partire dal 1890 per realizzare il carcere. Ad intervenire ora sono Giancarlo Triberio e Giovanni Ranno, rispettivamente consigliere comunale e dirigente comunale e provinciale di articolo Uno. “Apprendiamo dalla stampa che lo scorso 10 giugno è scaduto il bando per il progetto di “Restauro e fruizione – I stralcio funzionale” del castello svevo di Augusta redatto dalla Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Siracusa”. Articolo Uno – Augusta nel prendere atto della notizia, che pur appare come un atto concreto della annosa vicenda dopo decenni di abbandono, manifesta la propria: “netta contrarietà per la modalità non trasparente di gestione dell’intervento, sia da parte dell’Amministrazione comunale sia da parte della Sovrintendenza, che ha tenuto all’oscuro l’intera cittadinanza sui contenuti del progetto.

Riteniamo infatti che, soprattutto per un progetto di restauro che riguarda un monumento con una valenza nazionale nonché simbolo della città – sottolineano Triberio e Ranno –  non si possa prescindere da quella essenziale fase preliminare della progettazione che preveda il confronto con l’intera comunità cittadina. Comunità la quale, attraverso le opportune informazioni, doveva essere messa nelle condizioni di poter partecipare ad un dibattito pubblico sui contenuti del progetto. In tal senso, esprimiamo il nostro giudizio negativo riguardo la condotta tenuta in questa vicenda dall’assessore alla cultura Giusy Sirena, perché in alcune sue dichiarazioni se da una parte si tira fuori dalla questione, precisando che la gestione appartiene alla regione siciliana tramite la Soprintendenza, dall’altra afferma che nel corso degli ultimi tre anni si è dovuta confrontare con i tecnici della stessa Soprintendenza, quindi, ci chiediamo, come mai non ha ritenuto di confrontarsi a sua volta con la città? E ciò tanto più considerato il silenzio della Sovrintendenza che nel frattempo stava redigendo il progetto?

D’altra parte, le scarne e frammentarie notizie, che soltanto oggi trapelano attraverso i mezzi di informazione riguardo i contenuti dell’intervento, ci destano forti preoccupazioni dal momento che si preannunciano drastiche operazioni di demolizione di varie parti e di interi piani. Tali demolizioni infatti trasformerebbero irreversibilmente il castello così come oggi ci è giunto nella sua storica stratificazione e singolare complessità, distruggendo quei valori che invece andrebbero rispettati e tutelati”. Articolo Uno – Augusta intende vigilare sulla questione e ritornerà sull’argomento non appena si avranno ulteriori informazioni. “Tuttavia possiamo già fin da adesso, anche a tal riguardo, esprimere un giudizio negativo sulla gestione della vicenda da parte dell’assessore Sirena, che in alcune sue dichiarazioni esprime anche l’orientamento dell’amministrazione comunale. Infatti, se da una parte l’assessore dichiara di non entrare nel merito tecnico, rimandando il tutto alla Soprintendenza, dall’altra esprime condivisione e sostegno per l’idea progettuale senza neanche aver sentito il bisogno, per una trasparente gestione pubblica della vicenda, di confrontarsi con tutta la comunità locale, a partire da tutte le forze politiche e le associazioni culturali presenti in città. Infine, avendo appreso in queste ore dalla stampa che la Soprintendenza ha intenzione di promuovere un incontro pubblico per presentare e chiarire le scelte progettuali, Articolo uno – Augusta comunica fin da adesso che sarà presente all’incontro, anche se lo stesso giunge tardivo e sarebbe dovuto già avvenire in una fase preventiva.

L’assessore alla Cultura nei giorni scorsi nella sua pagina Facebook ha, tra l’altro scritto: “in merito alla vicenda relativa al progetto di restauro del Castello Svevo, che, desidero sottolinearlo, non è gestito da questa amministrazione, bensì dalla Regione siciliana, tramite la Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa, mi preme chiarire alcuni aspetti, anche riguardo agli interventi previsti. Ho avuto modo, nel corso degli ultimi tre anni, di confrontarmi con tecnici della stessa Sovrintendenza e di partecipare a tavoli tecnici nei quali, alla presenza degli Enti interessati, si è discusso sulle modalità e sui tempi di intervento per il recupero del Castello. Riportare il Castello alla volumetria alla quale è pervenuto dopo gli interventi realizzati fino al XVII secolo risponde al principio, condiviso da gran parte degli studiosi di restauro e conservazione dei beni culturali, nonché alle indicazioni del Mibact, di un “intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all’integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali”.

Senza voler sminuire il valore storico del penitenziario impiantato sul Castello Svevo – continua l’assessore  certamente risulta essere ben più determinante, per la trasmissione di valori storico-culturali, riportare il Castello stesso alla sua dimensione originaria, che ha mantenuto inalterata fino al 1890, e alla sua precipua vocazione di baluardo militare. La scelta adottata dai progettisti, va ampiamente sostenuta sia per le motivazioni di carattere storico-culturale sia per garantire la migliore conservazione dell’edificio ed evitare la perdita definitiva di una struttura architettonica di così alto pregio”. Nei giorni scorsi Mariada Pansera, presidente di Archeoclub ha scritto alla sovrintendente Irene Donatella Aprile chiedendo “di conservare e tutelare almeno una parte dell’architettura penitenziaria testimone di periodi storici vissuti dalla città di Augusta”. La risposta non si è fatta attendere.  La sovrintendente si è detta disponibile a tenere un incontro pubblico ad Augusta per chiarire le scelte progettuali.

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