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Augusta| Senz’acqua potabile, continua lo sciopero della fame che per Di Pietro è strumentale

Augusta| Senz’acqua potabile, continua lo sciopero della fame che per Di Pietro è strumentale
Attualità
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Augusta isola è ancora senz’acqua potabile, il sindaco Di Pietro ha dichiarato che lo sciopero della fame di Manuel Mangano appare tardivo, annunciando che giorno 20 saranno avviati i lavori di sostituzione della camicia del pozzo della villa comunale. “Ritengo veramente infelice che una sindaca tenti di ridicolizzare un cittadino che si batte per i diritti della città” dice Mangano.

“In dirittura d’arrivo alla soluzione del problema”, lo sciopero della fame,  avviato il 2 gennaio scorso dal giovane Manuel, Mangano appare “tardivo e strumentale” secondo il sindaco, Cettina Di Pietro che ha rilasciato questa dichiarazione su richiesta della stampa e anche durante il suo intervento al Tg regionale che ha trattato il caso della situazione idrica di Augusta irrisolto dal 25 ottobre scorso. Situazione che, pertanto appare assurda e paradossale. Ad oggi l’acqua potabile, continua a non sgorgare dai rubinetti del centro storico e del quartiere Terravecchia Paradiso e prosegue la forte protesta del giovane Manuel Mangano, che si dice indignato dalle dichiarazioni del sindaco Di Pietro in seguito alle quali ha scritto un lungo post su Facebook.

“La sindaca tiene a precisare di essere in attesa del motore che dovrebbe, almeno pare, risolvere il problema dell’acqua potabile e continua definendo tardivo il mio sciopero e dovuto alle abbuffate di Natale, da qui la mia riflessione. , peraltro se abituata alla partecipazione di eventi di calibro nazionale come quello tenutosi a Milano alcune settimane fa, in piena crisi idrica. Probabilmente la stessa avrà dimenticato di essersi impegnata, insieme alla sua giunta, davanti a tutta la città, di riuscire a risolvere la crisi idrica entro la fine dell’anno, pertanto più che essere tardivo il mio sciopero, mi viene da pensare, risulti essere intempestivo o inefficace il suo intervento sulla vicenda. Avrei dovuto scioperare una settimana dopo l’inizio della problematica e non dopo 53 giorni (manifestazione in piazza Duomo del 13 dicembre) e 72 giorni dopo (sciopero della fame)?

Mi ero illuso, ma ho atteso perché credevo che almeno davanti a problematiche così complicate e importanti la priorità d’intervento sarebbe stata massima e invece, non è stato così. Infine, gentile sindaca, sempre con il massimo garbo e rispetto vorrei dirle una cosa prima di chiudere. I miei coetanei scappano da questa terra, decidono di andare via da qui e si rifugiano in ogni parte del mondo, pur di non vivere più in questa città. Io anche avevo scelto quella strada, ero andato via, ma poco dopo ho scelto di tornare in quello che per molti è inferno e invece per me è paradiso, Augusta. Se pensa di poter affermare che il mio amore per la città sia riducibile ad “un’abbuffata di Natale” si sbaglia di grosso e prova ne è la mia vita trascorsa a fare tutto ciò che mi era possibile per la comunità augustana, sin da bambino, a costo di rischiare la vita. Buon lavoro sindaca, oggi – scriveva ieri Mangano –  termina il 75esimo giorno senza acqua potabile per la mia città e domani sarà un nuovo giorno”.

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