Bancarotta fraudolenta, sottrazione al pagamento delle imposte e autoriciclaggio.
Sono le ipotesi di reato a carico di per due imprenditori e due professionisti del catanese raggiunti da misure cautelari personali di interdizione dalla loro attività eseguite dalla Guardia di finanza di Catania.
I militari hanno sequestrato le quote di 4 società, due complessi aziendali e beni per 6 milioni di euro.
Unità specializzate del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catania anche mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, videosorveglianza e tracciamento della posizione degli indagati, avrebbero fatto luce, a livello di gravità indiziaria, su di un sistema fraudolento perpetrato ai danni dello Stato, che sarebbe stato attuato da alcuni imprenditori di origine cinese con l’aiuto del commercialista catanese Natale Strano e del figlio Salvatore, suo stretto collaboratore.
Le investigazioni hanno tratto origine dagli accertamenti svolti nei confronti della società Oriente world srl e della ditta individuale Chen Chunhua, di Misterbianco e Catania nel commercio all’ingrosso di abbigliamento e prodotti di vario genere.
Entrambe poste in liquidazione giudiziale a seguito degli elevati debiti maturati nei confronti dell’Erario per complessivi 10 milioni di euro.
Gli approfondimenti delle Fiamme gialle etnee sulla situazione contabile e sulla gestione delle imprese coinvolte avrebbero permesso di riscontrare, allo stato degli atti e sulla base delle investigazioni svolte, un piano preordinato allo svuotamento delle due imprese fortemente indebitate a favore di altre realtà aziendali appositamente costituite per proseguire l’attività commerciale senza dover adempiere alle obbligazioni fiscali maturate in capo alle “old companief’.
In particolare, nel caso della Oriente world srl risultava che sarebbe stato trasferito il ramo d’azienda, a un valore sensibilmente inferiore (100 mila euro, di cui solo 30 mila effettivamente incassati) rispetto a quello di mercato (1,5 milioni di euro), a favore di una new company, la Gc srl, riconducibile al medesimo amministratore di fatto, individuato in Fan Lin, 28 anni.
L’operazione avrebbe dunque consentito all’imprenditore cinese di proseguire l’attività economica sotto la nuova denominazione Gc Srl senza gli ingenti debiti erariali, trasferendo alla nuova società solo la parte attiva della Oriente World Srl ossia l’avviamento aziendale, le attrezzature e le rimanenze di merci.
A distanza di breve tempo, la stessa manovra di svuotamento sarebbe stata replicata con una diversa società, sempre riconducibile a Lin, attraverso la stipula di un contratto di affitto di ramo d’azienda, per un canone di 336 mila euro annui, da parte della Gc srl a favore della Six 2.0 di Tang Chunzi sas.
A chiusura del complesso disegno sarebbe stato poi attuato dall’imprenditore un ulteriore passaggio di fatto del ramo d’azienda, non accompagnato da atti formali di trasferimento, dalla Six 2.0 alla G-shop srl, attualmente operativa nella sede in cui insistevano la Oriente world srl e le altre imprese nel tempo via via subentrate.
Parallelamente, le indagini relative alla ditta individuale Chen Chunhua, gestita di fatto da Lin, avrebbero permesso di individuare le reali cause che hanno portato alla liquidazione giudiziale, dovuta principalmente alla sistematica omissione del pagamento delle imposte accompagnata da una massiccia distrazione di merce per oltre 2,5 milioni di euro.
Sarebbe così venuto fuori coinvolgimento del professionista Natale Strano e del figlio Salvatore, quest’ultimo titolare all’interno dei medesimi uffici del padre commercialista di una società di elaborazione elettronica dei dati denominata “Servizi & soluzioni dl impresa sas”.
Gli Strano, infatti, non soltanto avrebbero avuto consapevolezza delle azioni di Lin, ma avrebbero anche contribuito all’ideazione e alla realizzazione, fornendo – tramite una consulenza – un apporto causale penalmente rilevante.
E’ stata dunque disposta l’applicazione dell’interdizione dall’esercizio dell’attività professionale nei confronti degli Strano Natale nonchè dall’esercizio dell’attività Imprenditoriale a carico di Lin e Chen.
È stato inoltre ordinato il sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni e disponibilità fino a un ammontare di 900 mila euro nonchè il sequestro impeditivo (ovvero finalizzato a impedire che le conseguenze dei reati commessi si aggravino) delle quote di 4 società e degli interi compendi aziendali di due ditte: tutte e sei le aziende saranno affidate a un amministratore giudiziario appositamente nominato.
Per una delle società coinvolte nell’attività di autoriciclaggio è infine previsto uno specifico capo di imputazione per responsabilità amministrativa degli enti.
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