Una piazza, quella riqualificata del Sacro Cuore, dedicata alla memoria di Sebastiano Campisi, il minatore augustano morto nella tragedia di Marcinelle dell’8 agosto 1956, è stata inaugurata ieri sera nel quartiere, al termine di un articolato percorso di riqualificazione urbana che ha restituito alla città uno spazio pubblico completamente rinnovato, comprendente anche il recupero di un chiosco confiscato alla criminalità organizzata.
Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Giuseppe Di Mare, il vicesindaco e assessore alla Cultura Giuseppe Carrabino, assessori, consiglieri comunali, il presidente del Consiglio comunale Biagio Tribulato, autorità civili e militari, rappresentanti delle associazioni, dei sindacati, della Federazione nazionale Maestri del Lavoro, dell’associazione nazionale Marinai d’Italia, il parroco della chiesa del Sacro Cuore, i familiari di Sebastiano Campisi e cittadini.
Ad aprire la cerimonia è stato l’assessore Giuseppe Carrabino, che ha ripercorso il lungo iter amministrativo iniziato nell’ottobre del 2020.
«Celebriamo oggi – ha affermato – la conclusione di un lungo percorso avviato dalla neonata amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Di Mare con l’obiettivo di restituire dignità e legalità a questo quartiere. Grazie alla collaborazione con l’Istituto autonomo case popolari (Iacp) siamo riusciti a riacquisire al patrimonio comunale il sedime sul quale insisteva un chiosco confiscato alla criminalità organizzata e acquisito dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati. Da qui è nata l’idea di legare il recupero di questo luogo alla dignità del lavoro, dedicandolo a Sebastiano Campisi, che proprio in questo quartiere visse.»
Carrabino ha ricordato anche il contesto storico dell’emigrazione italiana verso il Belgio nel secondo dopoguerra.
«Nel quadro dell’accordo tra Stato italiano e Stato belga erano previsti 50 mila operai in cambio di carbone. In Belgio ne arrivarono oltre 63 mila. Tra questi vi erano cinque siciliani e un augustano: Sebastiano Campisi, nato nel 1915, che partì giovane, tornò ad Augusta e acquistò un lotto proprio in questo quartiere per costruire la propria abitazione.»
Nel suo intervento il sindaco Giuseppe Di Mare ha sottolineato il valore simbolico della nuova piazza, frutto della collaborazione tra numerosi enti.
«Abbiamo riqualificato un’area che per anni ci era stato detto non potesse essere recuperata perché di proprietà di altri. Invece ci siamo riusciti. Abbiamo eliminato un chiosco confiscato alla mafia, ristabilendo le regole dello Stato grazie anche al supporto del Prefetto, della Polizia municipale e delle Forze dell’Ordine. Successivamente abbiamo investito risorse del bilancio comunale per restituire dignità a questo spazio.»
Il primo cittadino ha ricordato come l’area sia già stata utilizzata durante i festeggiamenti del Sacro Cuore e abbia restituito un punto di aggregazione all’intero quartiere.
Il momento più significativo della cerimonia è stato però l’intitolazione della piazza a Sebastiano Campisi, uno dei 37 lavoratori siciliani morti nella tragedia della miniera di Marcinelle, dove persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani, in quella che viene ricordata come una delle pagine più drammatiche della storia dell’emigrazione e del lavoro italiani.
«Oggi – ha dichiarato Di Mare – dedichiamo questa piazza a un augustano morto lontano dalla propria terra mentre lavorava. Salutando i suoi familiari, oggi presenti, consegniamo alla città un luogo che richiama valori, sacrificio, moralità e memoria. Sebastiano Campisi era un uomo per bene che ha lasciato la propria terra per garantire un futuro alla famiglia. È nostro dovere ricordare uomini e donne come lui».
Il sindaco ha inoltre ricordato che Sebastiano Campisi, insignito della Medaglia d’oro al Valor Civile, rappresenta il simbolo di tutte le vittime del lavoro.
Alla scopertura della stele hanno proceduto l’ammiraglio insieme al primo cittadino.
Durante la cerimonia è stato anche ricordato, attraverso un testo di Ignazio Muttitto, il ritorno della salma del minatore ad Augusta il 21 gennaio 1957, quando venne accolta in città e portata nella chiesa del Sacro Cuore per i funerali.
Dopo gli interventi istituzionali si è svolta la scopertura dell’epigrafe, seguita dalla deposizione della corona commemorativa e dalla benedizione impartita dal parroco del Sacro Cuore, don Gonzalo Gonzalez Alvarado.
Nel suo intervento il sacerdote messicano ha affidato un forte messaggio ai presenti.
«Con tanto rispetto per Sebastiano, meglio morire lavorando che morire facendo del male. Morire lavorando porta onore, morire facendo del male porta vergogna. Chiediamo al Signore di benedire il lavoro di tutti, perché sia sempre un lavoro onesto e dignitoso.»
Particolarmente toccante il momento del Silenzio, eseguito alla tromba dal maestro Gaetano Galofaro, direttore del Corpo Bandistico “Città di Augusta”, seguito dalla performance musicale dedicata alla tragedia di Marcinelle, interpretata al violino da Erika Ragazzi e dalla voce di Mariarita Zappalà, che ha emozionato i presenti.
Nelle conclusioni, l’assessore Carrabino ha rivolto un lungo ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera: il Prefetto, il direttore e il presidente dell’Iacp, l’avvocato Santi Cutrali dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata, l’ingegnere Carmelo Bramato, dirigente del IV Settore del Comune di Augusta, l’ingegnere La Spina, progettista della piazza, e quanti hanno collaborato all’iter dell’intitolazione.
Un ricordo particolare è stato riservato al compianto sindacalista della Cgil Carmelo Lo Turco, già segretario della Camera del Lavoro, della Società augustana di Storia Patria e dell’associazione Lamba Doria, indicato come il principale promotore dell’intitolazione.
Carrabino ha inoltre voluto esprimere gratitudine al Comando della Polizia locale, ricordando il lavoro svolto negli anni dai comandanti Barbera, Borzì, e dall’attuale comandante Salvatore Daidone, dagli ispettori Baudo, Ballotta e, in particolare, dall’ispettore Macaluso, che ha seguito con discrezione e competenza l’intero iter nei rapporti con l’Agenzia dei beni confiscati e con i familiari di Campisi.
A chiudere la manifestazione è stato nuovamente il sindaco Di Mare.
«Quando passeremo da questa piazza, così come da tutte le vie e le piazze dedicate a uomini e donne che hanno lasciato qualcosa alla nostra comunità, il loro esempio possa spingerci a essere, ogni giorno, uomini e donne per bene.»
Con la nuova piazza Sebastiano Campisi, Augusta consegna alla città non soltanto uno spazio urbano riqualificato, ma un luogo destinato a custodire la memoria di una delle più grandi tragedie del lavoro italiano, unendo il ricordo delle vittime di Marcinelle ai valori della legalità, della sicurezza e della dignità del lavoro.
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