Non accenna a placarsi lo scontro politico, interno alla maggioranza che governa la regione, tra Mpa Grande Sicilia che chiede la rimozione del sindaco di Serradifalco Lonardo Burgio, coordinatore provinciale delle Lega a Caltanissetta, e il partito di Salvini.
Curcio, come è noto, è stato eletto per il terzo mandato consecutivo, in contrasto con la normativa siciliana che fissa il limite a due.
Il sindaco di Melilli Giuseppe Carta, deputato regionale di Grane Sicilia, ha lanciato due giorni fa un’iniziativa per chiedere il rispetto della normativa vigente sui limiti di mandato e, al tempo stesso, l’avvio di una riforma organica che garantisca regole chiare e uniformi per tutti i Comuni siciliani.
La proposta è stata respinta dalla Lega e da un gruppo di 18 sindaci che hanno inviato una lettera al presidente Schifani chiedendo in pratica di non firmare il decreto di rimozione di Curcio, che sarebbe già stato predisposto dall’assessora agli Enti locali, Ingala di Grande Sicilia.
Il presidente della Regione, in evidente imbarazzo, ha finora evitato di prendere posizione nello scontro tra i due partiti della sua maggioranza, ma ha scritto al Prefetto di Caltanissetta segnalando la violazione della legge.
Schifani anche chiesto al prefetto di Caltanissetta, Licia Donatella Messina, quali misure intenda intraprendere.
Un tentativo di mandare la palla in tribuna, evitando di decidere la rimozione del sindaco sostenuto dal vicepresidente della regione Luca Sammartino e dal coordinatore regionale della Lega Nino Germanà.
Intanto crescono le adesioni all’iniziativa promossa dal presidente della 4a Commissione all’Ars Giuseppe Carta, a sostenere l’appello sono già 19 sindaci.
Nel catanese: Enzo Santonocito, sindaco di San Pietro Clarenza, Pippo Greco, sindaco di Grammichele, Edmondo Pappalardo, sindaco di Trecastagni, Santo Antonio Raciti, sindaco di Santa Venerina, Danilo Parasole, sindaco di San Michele di Ganzaria, Franco Barchitta, sindaco di Scordia.
Nel palermitano: Leonardo Spera, sindaco di Contessa Entellina, Giuseppe Oddo, sindaco di Campofiorito, Marcello Catanzaro, sindaco di Isnello.
Nel siracusano: Francesco Italia, sindaco di Siracusa, Vincenzo Parlato, sindaco di Sortino, Michelangelo Giansiracusa, sindaco di Ferla e Presidente libero consorzio Siracusa, Mirella Garro, sindaco di Cassaro.
Nell’agrigentino: Lillo Bongiorno sindaco di Racalmuto, Dino Zimbardo sindaco di San Giovanni Gemini, Vito Terrana sindaco di Campobello di Licata, Milco Dalacchi sindaco di Naro, Giuseppe Pendolino sindaco di Aragona e presidente del Libero Consorzio di Agrigento.
Nel messinese Antonino Caselli, sindaco di Torregrotta.
“Condividiamo la posizione espressa dal collega Giuseppe Carta. Le leggi vigenti devono essere rispettate da tutti e non possono essere disapplicate sulla base di valutazioni individuali. Spetta al legislatore regionale affrontare la questione e approvare una disciplina organica, capace di assicurare certezza del diritto, continuità amministrativa e parità di trattamento tra tutti i sindaci siciliani. Le regole si modificano nelle sedi istituzionali, attraverso un confronto trasparente e un voto palese, non attraverso sanatorie costruite intorno a singoli casi”.
I sindaci sostengono quindi la richiesta rivolta al presidente della Regione e al presidente dell’Ars affinché venga applicata la legge attualmente in vigore e sia calendarizzata al più presto una riforma complessiva dei limiti di mandato nei Comuni siciliani.
Iscriviti al Canale WhatsApp di Webmarte TV in modo semplice e veloce.
Clicca qui per entrare nel canale e quindi premi il pulsante in alto a destra “Iscriviti”.
Non riceverai notifiche, ma potrai consultare i nostri articoli aggiornati quando vorrai












