Un intervento eseguito qualche settimana fa all’ospedale Humanitas Istituto Clinico Catanese di Misterbianco, ha restituito a un uomo di Randazzo di 98 anni la possibilità di vivere e camminare autonomamente liberato dal dolore.
Protagonista l’equipe guidata dal responsabile dell’Ortopedia del centro sanitario, l’augustano Giuseppe Mazziotta.
In una intervista al quotidiano La Sicilia, pubblicata sull’edizione di oggi, Mazziotta ha raccontato quello che può essere considerato tra i pochissimi casi documentati a livello internazionale in un paziente di questa età.
“Umanamente, però, è tutta un’altra storia, perché abbiamo realizzato il desiderio di un uomo che sei mesi fa, è arrivato da me provato dal dolore, chiedendomi di aiutarlo a vivere serenamente gli anni che aveva ancora davanti”.
Il noto chirurgo ortopedico racconta gli aspetti umani dell’intervento, a cominciare dall’incontro con Giuseppe, questo è il nome del paziente, che soffriva di una grave artrosi bilaterale all’anca che gli impediva ormai di camminare a causa dei forti dolori.
Mazziotta racconta che il paziente ha insistito perché l’intervento portasse alla sostituzione di entrambe le anche, nonostante la spiegazione che già una sarebbe stata un risultato straordinario.
“Aveva, però, una motivazione straordinaria, era pienamente consapevole dei possibili rischi e non accettava l’idea di trascorrere il tempo che aveva davanti senza potersi muovere e convivendo con un dolore così forte”.
Mazziotta sottolinea come l’età anagrafica di Giuseppe non corrisponda assolutamente a quella metabolica, cosa che ha contribuito alla decisione di effettuare l’intervento.
“Vista l’età, sono state quindi attivate con urgenza tutte le procedure necessarie e, dopo un’attenta valutazione clinica e anestesiologica, il paziente è risultato in buone condizioni generali”.
Una volta conclusa con successo la prima parte dell’intervento, i parametri si erano mantenuti ottimali e il paziente, che era sottoposto ad anestesia spinale associata a sedazione, rimasto quindi vigile e in grado di confermare la propria volontà, ha dato il consenso alla prosecuzione dell’intervento che è stato eseguito con l’approvazione del l’anestesista di sala il dott. Paolo Amelio.
“Non abbiamo mai considerato questo intervento come una sfida all’età o come una scelta.
È stata una decisione ponderata, assunta sulla base delle condizioni cliniche del paziente, della valutazione anestesiologica e, soprattutto, della sua volontà.
L’età anagrafica è un dato importante, ma non può essere l’unico elemento sulla base del quale stabilire se una persona possa ancora migliorare la propria qualità di vita”.
Al temine dell’operazione, durata complessivamente meno di due ore, il paziente ha seguito il percorso di riabilitazione previsto dai protocolli, riuscendo a camminare già il primo giorno.
Nell’intervista Peppe Mazziotta ha voluto ribadire il valore umano della vicenda.
“Dal punto di vista professionale etico e umano è uno degli interventi che mi ha emozionato maggiormente.
Questo paziente ama profondamente la vita e voleva continuare a viverla in autonomia, senza essere prigioniero del dolore.
Non sappiamo quanto tempo abbiamo davanti, ma sappiamo che ogni giorno merita di essere vissuto con dignità e con la migliore qualità possibile.
Restituire questa prospettiva a una persona di 98 anni significa celebrare la vita fino in fondo”.
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