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Catania| Coronavirus: Rider, addetti alla consegna e alle casse a rischio

Catania| Coronavirus: Rider, addetti alla consegna e alle casse a rischio
Sindacale
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A lanciare l’allarme sul delicato momento che sta attraversando l’intero Pese è la Ugl di Catania: “Intensificare la massima tutela sanitaria per questi lavoratori, il Governo renda disponibili i dispositivi di protezione”.

“Elevare ai massimi livelli le tutele igienico – sanitarie per i rider, i fattorini, gli addetti alle consegne, gli addetti al reparto ed i cassieri.” Lo chiedono a gran voce dalla Ugl di Catania, a tutte le aziende del settore, il segretario territoriale Giovanni Musumeci insieme a Carmelo Catalano e Vito Tringale, rispettivamente segretario e vice della federazione provinciale Ugl terziario. “A seguito dell’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, alcune attività commerciali sono state autorizzate alla consegna a domicilio ed è stata confermata l’operatività di corrieri e di ogni altra attività similare, oltre quella necessaria dei generi alimentari, dei supermercati e delle farmacie. Sul nostro territorio, dunque, sarà intensificata la presenza di operatori in auto o mezzo a due ruote, dipendenti per cui chiediamo una particolare attenzione visto che prestano servizio esterno e sono comunque a contatto con il pubblico”.

“Ovviamente ci auguriamo che questi lavoratori siano già stati assunti o vengano chiamati, ricevendo le tutele contrattuali indispensabili. Alla stessa stregua ci rivolgiamo a tutte le catene della grande distribuzione organizzata, ai supermercati, alle piccole attività di generi alimentari, perché tutto il personale, ma soprattutto coloro che lavorano alle casse, abbiano la salvaguardia più elevata, con l’imposizione dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale – rimarcano Musumeci, Catalano e Tringale. Come organizzazione sindacale, in tutte le aziende dove ci sono nostri rappresentanti sindacali abbiamo già rappresentato più volte questa impellenza e vogliamo dire un grazie a quelle società che si sono ben attrezzate. Continuiamo a vigilare perché a tappeto possa diffondersi la cultura e la pratica della tutela della sicurezza di questo genere di lavoratori che, a differenza di altri oggi a casa per chiusura o in modalità smart working, stanno continuando a lavorare. Nel contempo, facciamo appello al governo nazionale perché faccia in modo che, in questa fase critica, ci possa essere una più facile possibilità di reperimento per tutti, non solo per il comparto sanitario, dei dispositivi in questione.”

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