Alla base del provvedimento di scioglimento del Comune di Francofonte ci sono i rapporti di parentela e frequentazione del sindaco e di numerosi amministratori con personaggi legati alla criminalità organizzata, la sistematica omissione di controlli preventivi, soprattutto di quelli antimafia, l’eccesso dell’utilizzo dell’affidamento diretto per lavori, servizi e forniture.
Dalla relazione allegata al decreto del Presidente della Repubblica del 12 giugno 2026 con il quale è stata affidata la gestione del comune, per la durata di diciotto mesi, alla commissione straordinaria, emerge lo spaccato inquietante della gestione amministrativa dal 2018 al 2025.
“Gli elementi emersi dagli esiti ispettivi conseguenti all’accesso hanno evidenziato l’alta permeabilità dell’istituzione locale da parte del crimine organizzato, facilitata da una debole legalità che ha determinato, in un contesto fortemente segnato dalla presenza della malavita organizzata, un vero e proprio condizionamento ambientale che si è tradotto in forme di deviazione dell’attività amministrativa tali da compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’ente locale”.
È quanto si legge nella relazione del ministro dell’Interno Piantedos, che è il risultato dell’indagine ispettiva svolta dalla Commissione nominata dal prefetto di Siracusa, che ha riguardato la gestione politico amministrativa della città dal 2018 ad oggi, due consiliature entrambe con alla guida lo stesso sindaco Daniele Lentini.
Il prefetto Armenia, riguardo alla figura del sindaco, ha ricordato le diverse e significative vicende giudiziarie in cui è risultato coinvolto, e la “sua conclamata vicinanza a soggetti controindicati e ad appartenenti alla criminalità organizzata”, in particolare ai membri di locali famiglie mafiose.
Vengono inoltre sottolineate le cinque interdittive antimafia emesse nei confronti di altrettante ditte riconducibili, direttamente o indirettamente, allo stesso sindaco.
Gli intensi rapporti con personaggi vicini agli ambienti della criminalità organizzata avrebbero originato numerosi episodi di cattiva gestione dell’istituzione pubblica, contribuendo a generare agevolazioni, collusioni e interferenze nella vita e nelle attività comunali, influenzando direttamente le scelte relative ad affidamenti di lavori e di servizi comunali oltre che nel contrasto all’abusivismo edilizio.
Sono elencati 10 personaggi, tra vicesindaco, assessori, ex assessori comunali, e consiglieri comunali, legati da rapporti di parentela o frequentazione con personaggi vicini alle cosche e agli ambienti criminali della zona.
Nella relazione trasmessa dal prefetto di Siracusa al ministro Piantedosi sono elencati numerosi episodi di affidamenti diretti di lavori, servizi e forniture “concesse a imprese caratterizzate tutte (almeno quelle censite) da criticità tali da far presumere l’esistenza di una forte relazione dell’amministrazione comunale «(…) con l’alveo della criminalità organizzata locale (…)»”.
Altro aspetto critico emerso dall’indagine è la “pianificata assenza di adeguati sistemi di controllo sostanziale e di barriere concrete contro i pericoli di corruzione e infiltrazione”, che avrebbe favorito la permeabilità dell’ente locale agli interessi del locale contesto criminale.
La sistematica omissione dei controlli preventivi, avrebbe consentito “l’elargizione di ingentissime risorse pubbliche che spesso sono andate a beneficio delle locali consorterie mafiose”.
Dei 105 dipendenti comunali solo uno è fornito delle credenziali per accedere alla banca dati nazionale antimafia e quell’unico operatore ha effettuato solo quattro o cinque richieste annue a fronte di un numero assai maggiore di procedure per le quali le verifiche antimafia sono dovute e necessarie.
Tra i numerosi elementi citati nella relazione, si fa riferimento a una impresa del settore edile, che ha avuto nel suo direttivo anche rappresentanti di rilievo dell’amministrazione comunale di Francofonte, tra cui l’attuale sindaco, che ne è stato in passato amministratore unico.
La ditta non sarebbe mai stata censita nella banca dati nazionale antimafia pur avendo in esecuzione con il Comune di Francofonte un project financing per la costruzione e la gestione dei loculi e delle cappelle cimiteriali.
Irregolarità sono contestate anche nelle procedure per l’appalto del servizio dei rifiuti urbani, che risulta essere stato affidato nel periodo 2018/2025, avvalendosi di numerose proroghe tecniche, a svariate ditte, tra cui anche una società che nell’agosto 2020 è stata destinataria di interdittiva antimafia da parte della prefettura di Palermo.
Alcuni rilievi riguardano anche affidamenti della Pro loco “assegnati nella maggior parte dei casi alle predette consorterie familiari alle quali sono state elargite rilevanti risorse pubbliche atteso che l’ente tra gli anni 2021 e 2025 ha ottenuto dal Comune di Francofonte fondi ammontanti complessivamente a oltre 1.300.000 euro”.
Leggi la relazione del prefetto di Siracusa al ministro dell’Interno.

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