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Lentini | Termovalorizzatore, M5s: «L’amministrazione si opponga alla realizzazione»

18 Giugno 2020 | by Silvio Breci
Lentini | Termovalorizzatore, M5s: «L’amministrazione si opponga alla realizzazione»
Attualità
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Mozione della consigliera comunale Maria Cunsolo contro l’impianto della Sicula Trasporti. Sul progetto numerose criticità rilevate dalla commissione tecnica specialistica

L’impianto e il contesto. L’impianto di gassificazione progettato dalla Sicula Trasporti, la società della famiglia Leonardi finita sotto inchiesta nell’ambito dell’operazione “Mazzetta Sicula”, non piace a comitati civici e associazioni di Lentini. Non piace seppure l’area individuata per la sua realizzazione sia quella di contrada Coda Volpe, in territorio di Catania. Il termovalorizzatore sorgerebbe, infatti, a pochissima distanza da altri impianti dei Leonardi legati al ciclo dei rifiuti, a due chilometri dall’impianto di biostabilizzazione di contrada Vaccarizzo e a quasi due chilometri dalla discarica di Grotte San Giorgio, dove 240 dei 390 comuni siciliani svuotano ogni giorno i propri compattatori. Discarica che ha già ottenuto tre ampliamenti e che è in attesa di ottenerne un quarto di 4.551.050 metri cubi, di fatto il più grande ampliamento d’Europa. La conferenza dei servizi sull’ampliamento è stata convocata per il 7 luglio.

La mozione della Cunsolo. Contro la realizzazione del termovalorizzatore la consigliera comunale del M5s, Maria Cunsolo, ha presentato una mozione che sarà discussa in aula domani sera e che punta a impegnare l’amministrazione comunale a opporsi, in ogni sede possibile, alla realizzazione dell’impianto. «La società che lo vuole realizzare – chiarisce la Cunsolo – non specifica la provenienza e la quantità dei rifiuti che dovrebbe trattare, i contratti di cessione dei rifiuti, le quantità di syngas, di vapore e di elettricità prodotte, il processo di trasformazione da rifiuto a syngas, da syngas a vapore, da vapore a energia elettrica, la compatibilità dei calcoli di produzione con i rifiuti disponibili. Peraltro non è stata accertata la compatibilità dell’intervento con il piano stralcio dei rifiuti del 2018 e con il piano d’ambito e non sono state effettuate adeguate valutazioni sulla presenza di inquinanti eventualmente generati da altre infrastrutture che si intendono realizzare, come l’ampliamento della discarica, e da strutture già presenti sul territorio come lo stabilimento di biostabilizzazione sempre di proprietà della Sicula». Il progetto è già stato esaminato dalla commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale, la quale nel rilasciare un primo parere intermedio ha rilevato numerose criticità.

© Riproduzione riservata

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