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Lentini | “Tributo speciale” per le discariche sul territorio, il Comune contro la Regione

23 Settembre 2020 | by Silvio Breci
Lentini | “Tributo speciale” per le discariche sul territorio, il Comune contro la Regione
Attualità
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Avviata azione legale. Inascoltate le richieste avanzate nel 2018 e nel 2019 per ottenere la quota parte del gettito del “tributo speciale” «destinata ai Comuni dove sono ubicate le discariche o gli impianti di incenerimento». Chiesti anche gli oneri di mitigazione ambientale previsti da una legge regionale del 2010.

Inascoltate le richieste avanzate nel 2018 e nel 2019. Sono finora cadute nel vuoto le due istanze – la prima del 23 novembre 2018, la seconda del 4 aprile 2019 – inviate dall’amministrazione comunale al dipartimento regionale acqua e rifiuti per chiedere il pagamento della quota del cosiddetto “tributo speciale” spettante ai Comuni sui cui territori sorgono discariche o impianti di incenerimento. Proprio il caso di Lentini, città sulla quale, dalla vicina contrada di Grotte San Giorgio, si allunga da anni l’inquietante ombra della discarica privata più grande dell’isola, nelle scorse settimane finita sotto la lente d’ingrandimento della magistratura nell’ambito dell’inchiesta “Mazzetta Sicula” che ha travolto l’impero della famiglia Leonardi.

Il “tributo speciale” e la quota parte spettante ai Comuni. La legge finanziaria del 1997 istituì, a decorrere dall’anno successivo, il “tributo speciale” in favore delle Regioni per il deposito in discarica dei rifiuti, allo scopo di stimolarne una minore produzione e il recupero da essi di materie prime ed energia. Soggetto passivo del “tributo speciale”, secondo la norma, il gestore dell’impresa di stoccaggio che si rivale a sua volta su coloro che effettuano il conferimento, ovvero sui Comuni. Un ventennio dopo, con la legge finanziaria del 2018 che introdusse una modifica, fu stabilito che una quota parte del gettito del “tributo speciale” fosse «destinata ai Comuni dove sono ubicate le discariche o gli impianti di incenerimento senza recupero energetico e ai Comuni limitrofi, effettivamente interessati dal disagio provocato dalla presenza della discarica o dell’impianto, per la realizzazione di interventi volti al miglioramento ambientale del territorio interessato, alla tutela igienico sanitaria dei residenti, allo sviluppo dei sistemi di controllo e di monitoraggio ambientale e alla gestione integrata dei rifiuti urbani».

L’azione legale dell’amministrazione comunale. Cadute dunque nel vuoto le due richieste e trascorsi tre esercizi finanziari senza avere finora incassato un solo centesimo della quota del “tributo speciale”, versato trimestralmente dal gestore della discarica e appunto spettante in parte ai Comuni sede di discariche, l’amministrazione comunale ha deciso di avviare un’azione legale nei confronti della Regione per far valere i propri diritti.

Richiesti anche gli oneri di mitigazione ambientale. Lo stesso farà per ottenere le somme a titolo di misure compensative previste da una legge regionale del 2010. Sono i cosiddetti “oneri di mitigazione ambientale” la cui corresponsione è dovuta ai Comuni interessati dall’impatto ambientale determinato dalla presenza nel territorio di impianti di recupero, trattamento e smaltimento di rifiuti. Anche in questo caso mai un solo euro incassato, nonostante le reiterate richieste – del 28 luglio 2017, del 2 agosto 2017, del 7 giugno 2019, del 24 ottobre 2019 – con le quali l’amministrazione comunale ha diffidato e messo in mora l’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità e la Sicula Trasporti.

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