
Totò Cuffaro ha chiesto di patteggiare una condanna a tre anni per corruzione, nell’ambito dell’indagine della Procura della Repubblica di Palermo sugli appalti truccati nella sanità.
L’inchiesta riguarda in particolare la gestione illecita di un concorso bandito dall’ospedale Villa Sofia, le nomine dei vertici della sanità siciliana e presunti illeciti nell’aggiudicazione di appalti.
Cuffaro ha messo inoltre a disposizione 15 mila euro da dividere in parti uguali tra l’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello e l’Asp di Siracusa.
I magistrati inquirenti hanno dato il consenso.
La richiesta è stata presentata dai legali dell’ex presidente della Regione nel corso dell’udienza preliminare davanti al gip che deve decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio di 8 coimputati dell’ex presidente della Regione. Cuffaro, come prevede la legge, per essere ammesso a patteggiamento dovrà anche provvedere al risarcimento dei danni.
Se concessa, la pena patteggiata sarà convertita in lavori di pubblica utilità.
Davanti al gup, per un appalto messo a gara dall’Asp di Siracusa, con l’accusa di traffico di influenze, ci sono anche Mauro Marchese e Marco Dammone, della Dussman srl, Roberto Spotti, legale rappresentante della società, il faccendiere Ferdinando Aiello e l’imprenditore di Belmonte Mezzagno Sergio Mazzola, titolare della ditta Euroservice.
Per tutti i Pm hanno chiesto il rinvio a giudizio.
L’azienda ospedaliera si è costituita parte civile.
Secondo l’accusa, l’ex governatore e i coindagati avrebbero pilotato il concorso bandito per la stabilizzazione di 15 operatori sociosanitari.
La parte centrale dell’inchiesta, esplosa i primi giorni di novembre dello scorso anno, riguarda la gara per i servizi ausiliari bandita dall’Asp di Siracusa per 2 milioni di euro.
Secondo gli inquirenti, l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro avrebbe fatto pressioni sul direttore generale dell’Asp Caltagirone, per far affidare la gara alla ditta Dussmann che avrebbe poi subappaltato i lavori a ditte vicine a Cuffaro e al deputato di Noi moderati, l’ex ministro Saverio Romano.
Per aggiustare l’esito della gara, Caltagirone avrebbe coinvolto i componenti della Commissione di gara e il Rup del procedimento.
Nei mesi scorsi erano stati prosciolti diversi indagati, per i quali la Procura di Palermo a novembre aveva chiesto l’arresto.
Tra loro ci sono l’ex manager dell’Asp di Siracusa Alessandro Caltagirone e i medici e funzionari componenti della Commissione di gara all’Asp di Siracusa.
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