Non c’è pace nel campo largo.
Dopo la celebrazione degli Stati generali, con il patto con Onorato dello scorso fine settimana ad Agrigento, che segna l’ingresso di Controcorrente in Patto Civico Italia, la formazione ideata da Bettini e Conte in chiave anti Renzi, Ismaele La Vardera chiede alla segretaria Pd chiarimenti su alcuni articoli di stampa.
In una lettera, di cui lo stesso La Vardera, che ha anticipato che alle eventuali primarie nazionali sosterrà Conte, ha diffuso il contenuto, il leader di Controcorrente fa riferimento in particolare ad un articolo pubblicato in prima pagina dal quotidiano La Sicilia.
“Leggere in prima pagina su La Sicilia, uno dei quotidiani più autorevoli dell’Isola, un titolo che parla di ‘Piano anti Ismaele’, attribuendolo al PD siciliano, credo meriti una riflessione e, soprattutto, una chiara presa di posizione.
Tra le righe si parla di ‘PD siciliano’.
Ma quale PD siciliano?
Tu ne sei a conoscenza? La segreteria nazionale è stata informata?
Perché se davvero esistesse un piano politico per contrastare me e il progetto che rappresento, sarebbe quantomeno singolare scoprirlo dalle pagine di un giornale.
E c’è un altro aspetto che credo non possa essere ignorato: in politica gli articoli non smentiti, alla fine, passano per veri.
Per questo, con assoluta serenità, ti chiedo una cosa semplice: è vero o non è vero che il PD siciliano sta lavorando a un ‘piano anti-Ismaele’?
Una smentita, se la ricostruzione è infondata, sarebbe sufficiente.
Altrimenti ne prenderemo atto. E continueremo a fare il nostro lavoro, senza paura e senza rancore.
Anzi, una domanda me la pongo proprio alla fine.
Ma davvero facciamo così paura da portare i giornali a pensare di titolare ‘Pano anti Ismaele’ addirittura in prima pagina?
Attendiamo fiduciosi una risposta”.
In realtà in occasione degli Stati generali di Controcorrente il segretario regionale Pd Anthony Barbagallo era stato chiaro nel dire che il suo partito presenterà un proprio candidato.
“Se ci sarà condivisione sul nome del candidato del Pd bene, altrimenti proporremo le primarie come metodo per la scelta del candidato presidente”.
A La Vardera ha replicato il presidente dei deputati di Italia Viva alla Camera, Davide Faraone,
“Ismaele La Vardera si deve dare una calmata.
Perché un conto è essere vivaci, un altro è scambiare il centrosinistra per un tiro al bersaglio quotidiano.
Ha aderito a Progetto Civico annunciando di voler stare stabilmente nel centrosinistra, dopo avere saltellato un po’ qua e un po’ là.
Benissimo. Solo che da quel momento ha cominciato a sparare, metodicamente, contro praticamente tutti quelli con cui dovrebbe costruire l’alternativa alla destra”.
Faraone fa quindi riferimento ai veti posti sull’ingresso nella coalizione di Cateno De Luca.
“Ha messo veti su esponenti politici che lo hanno introdotto alla politica, ha sottratto parlamentari al M5s, accusa il Pd di oscure manovre ai suoi danni, attacca Renzi e riesce persino ad attaccare il sindaco di Agrigento del suo stesso movimento politico.
Di questo passo, ancora qualche settimana e dovrà fondare una coalizione con se stesso.
Sempre che nel frattempo non litighi pure con La Vardera.
La domanda è semplice: è questo il modo di costruire un’alternativa alla destra?
Considerare nemici tutti gli alleati e vedere complotti dietro ogni angolo?
E soprattutto risparmi a tutti le patenti di appartenenza al centrosinistra.
Se c’è qualcuno che viene dalla destra è proprio lui: ricordo la sua candidatura a sindaco di Palermo sostenuta da Salvini e Meloni”.
Il riferimento di Faraone è all’esperienza del 2017, quando La Vardera fu candidato a sindaco alle amministrative a Palermo con la lista Centrodestra per Palermo, espressione di Lega e Fratelli d’Italia.
In quell’occasione La Vardera che motivò la candidatura con l’esigenza di documentare dall’interno per la trasmissione Le Iene la campagna elettorale ottenne 6.596 voto, pari al 2,79%.
“Non gliel’abbiamo mai rinfacciata perché si può cambiare idea, e abbiamo fatto bene ad accoglierlo senza pregiudizi.
Proprio per questo sarebbe consigliabile un po’ meno pulpito e qualche lezione in meno.
Vuole candidarsi alle primarie? Lo faccia. Ne ha pieno diritto. Si confronti sui programmi, sulle idee, sulla Sicilia che immagina e provi a convincere gli elettori. È esattamente così che funziona una coalizione.
Ma se pensa di costruire il centrosinistra sparando ogni giorno contro Pd, M5S, Italia Viva, Controcorrente e chiunque altro gli capiti a tiro, rischia di ottenere un solo risultato: fare il lavoro della destra.
E a quel punto più che il nuovo protagonista del centrosinistra sembra il cavallo di Troia della Meloni.
Gratis, per giunta”.
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