Dopo la brutta sconfitta ai ballottaggi delle amministrative, il centrodestra prova a blindare Schifani, dalle richieste di dimissioni che arrivano da più parti.
La prima reazione al risultato di lunedì era arrivata dal leader di Grande Sicilia Raffaele Lombardo, che aveva parlato di “punto più basso di questa ex coalizione”.
“Il centrodestra si è disgregato. Ora bisogna ragionare su come ricostruirlo.
Questa coalizione va ricostruita su basi nuove, ha bisogno di una cura ricostituente. Poi, a valutare se la cura è servita saranno gli elettori. Quando? Non dipende da me“.
Sollecitato dalla domanda di un giornalista, Lombardo ha escluso categoricamente un abbandono della coalizione per passare al centrosinistra, per poi mandare un messaggio al presidente della Regione.
“Schifani azzeri la giunta e inserisca tecnici esterni di grande valore”
A blindare Schifani ci prova il commissario regionale di Forza Italia e presidente della Commissione Difesa della Camera, Nino Minardo.
“La legislatura scade nel 2027 e con il massimo rispetto per le opinioni di tutti credo che i siciliani siano più interessati a sentir parlare del lavoro fatto al governo e di come affrontare criticità ed emergenze che impattano notevolmente sul vissuto quotidiano di tutti i cittadini. Forza Italia e tutto il centrodestra oggi devono dimostrare di continuare a governare bene, far conoscere le tante cose buone fatte, per poter poi chiedere un giudizio agli elettori”.
Per allontanare l’ipotesi del voto anticipato sono scesi in campo anche i vertici regionali di Lega e Fratelli d’Italia.
Il segretario regionale della Lega Nino Germanà ha alzato il muro in difesa di Schifani e del governo regionale.
“Far immaginare una coalizione che sta amministrando bene la Sicilia, con un governo dai grandi risultati, come una maionese impazzita, è un esercizio al quale non vogliamo partecipare. Così come mettere sullo stesso binario l’esito delle amministrative con l’azione determinata del governo Schifani, è quanto di più sbagliato si possa fare per dare un’immagine distorta del centrodestra.
La Lega ha sempre avuto come obiettivo irrinunciabile l’unità della coalizione e riteniamo che senza il nostro contributo difficilmente si hanno risultati per esprimere nettamente una maggioranza. Chi oggi vuole mandare tutto a carte quarantotto è un demolitore che rischia di passare alla storia recente come un comprimario e un politico poco illuminato.
Ora è tempo di andare avanti con Schifani sino alla fine della legislatura consegnando agli elettori una Sicilia che cresce, con i conti in ordine, con una strategia tracciata su rifiuti, sviluppo e infrastrutture. Sono i risultati a cui tutti i soggetti del centrodestra dovrebbero guardare per chiedere ancora la fiducia ai cittadini siciliani”.
Il commissario regionale di Fratelli d’Italia Luca Sbardella è addirittura andato oltre per frenare le ambizioni interne a Forza Italia di succedere all’attuale presidente, di Giorgio Mulè e Marco Falcone.
“Se il candidato di centrodestra non dovesse essere Renato Schifani non è scontato che il sostituto sia di Forza Italia.
Anche Fratelli d’Italia ha uomini e donne pronti a scendere in campo per vincere le elezioni regionali”,
Di certo i problemi della coalizione, manifestatisi in episodi recenti a Sala d’Ercole, aggravati dalle divisioni alle amministrative in numerosi comuni, non si dilegueranno d’incanto solo per qualche dichiarazione di buona volontà.
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