Dal Ministero della Salute arriva un secco stop al Piano di riordino della rete ospedaliera in Sicilia.
Il Ministero contesta la presenza di “numerosi disallineamenti e incongruenze, tali da non consentire di procedere a una corretta e compiuta istruttoria per la valutazione”.
In pratica non sarebbe possibile la valutazione del Piano da parte del tavolo ministeriale previsto dal decreto 70/2015.
Il Dipartimento ministeriale della Programmazione del Servizio Sanitario Nazionale ha contestato la Tabella C allegata al Piano, che contiene la configurazione delle strutture ospedaliere con l’indicazione dei posti letto.
Alcuni posti letto da attivare sarebbero riportati con il segno negativo e negli ospedali “Giovanni Di Dio” di Agrigento, il “Piemonte” di Messina e l’ospedale “Giglio” di Cefalù, sarebbero riportati posti letto non assegnati a nessuna unità operativa.
Immediate le reazioni delle opposizioni e dei sindacati.
Il capogruppo M5S all’Ars Antonio De Luca e il deputato Carlo Gilistro, entrambi componenti della VI commissione di Palazzo dei Normanni, si dicono per nulla meravigliati della decisione del Ministero per quello che definiscono l’ennesimo fallimento del governo Schifani.
“Abbiamo detto in tutte le sedi e in tutte le salse che era nulla più di un pessimo restyling di quella vecchia.
Quello che ci amareggia, oltre all’ennesimo danno cagionato ai siciliani, è che la commissione sanità dell’Ars debba apprendere queste notizie dalla stampa, visto che l’assessorato alla Sanità si è guardato bene dall’informarci della bocciatura ministeriale, come si era guardato bene dall’informarci dei rilievi che, deduciamo, saranno stati fatti in precedenza.
Questa rete è il trionfo dell’improvvisazione, solo un pessimo restyling di quella precedente, che a sua volta era una modifica di quella mai entrata in vigore dell’allora assessore Gucciardi. Non considera tantissime cose che dovevano essere invece i pilastri del nuovo piano come, solo per fare qualche esempio, il calo demografico intercorso negli anni, i flussi intraregionali e i dati di mortalità specifica per patologia che ha delle discrepanze impressionanti tra le province.
È questo l’ennesimo fallimento del governo Schifani che finora ha collezionato solo disastri in serie su tutti i fronti. Quando andranno a casa sarà sempre troppo tardi”.
La senatrice di Italia Viva Dafne Musolino definisce la bocciatura del Piano, da parte di un “governo amico”, “una sonora bocciatura, l’ennesimo scempio sulla pelle dei cittadini”.
La senatrice attacca il presidente della Regione Schifani.
“È arrivato il momento che Schifani ammetta la propria incapacità e vada a casa”.
Per il segretario regionale della Cgil Alfio Mannino, “si sono bruciati sette mesi mentre il sistema sanitario pubblico regionale è sempre più allo sfascio”.
“Non eravamo Cassandre quando in più occasioni e con documenti presentati al governo e alla stampa elencavamo le criticità del piano della rete ospedaliera, prevedendo che il ministero l’avrebbe bocciato.
Ci è stato detto che le nostre posizioni erano strumentali, adesso l’assessora Faraoni dovrebbe chiedere scusa alla Cgil e ai siciliani e trarre le conseguenze di un’azione politica dissennata e deleteria, lasciando la guida dell’assessorato”.
Duro anche il capogruppo del Pd all’Ars Michele Catanzaro.
“La bocciatura della rete ospedaliera da parte del ministero della Salute è l’ennesimo tonfo del governo Schifani e della sua maggioranza di centrodestra che ormai fanno parlare di sé solo per due argomenti: fallimenti politici e indagini giudiziarie.
Altro che diritto alla salute questo centrodestra utilizza la sanità pubblica in Sicilia per tutto, tranne che per assistere i cittadini.
Probabilmente il presidente Schifani non si rende conto di sprofondare ogni giorno di più, il guaio è che sta trascinando sempre più giù la Sicilia”.
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