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Siracusa| Covid-19, il sindacato autonomo di polizia si rivolge al Prefetto

Siracusa| Covid-19, il sindacato autonomo di polizia si rivolge al Prefetto
Sindacale
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“Sentiamo l’onere di doverla informare di una diffidenza diffusa, che man mano si sta sempre più radicalizzando, per cui sembra che nessuno si fidi più dei dati che quotidianamente vengono divulgati dal Dipartimento Regionale della Protezione Civile con il relativo bollettino ufficiale delle ore 12.00 “.

E’ quanto fa sapere il sindacato autonomo provinciale di polizia nella missiva indirizzata al Prefetto di Siracusa. “Raccogliamo poi testimonianze di persone che confessano di aver perso la fiducia nei confronti del sistema sanitario locale: da una parte c’è chi, dopo aver denunciato sintomi seguendo le istruzioni divulgate, si è sentito trattato con superficialità e non ha avuto il riscontro diagnostico sperato; dall’altra chi, anche nei casi in cui gli accertamenti strumentali li ha ricevuti, per i relativi esiti ha dovuto soccombere a ritardi al limite dell’ammissibile (per non parlare ancora di casi estremi, in cui i referti non sono mai arrivati agli interessati, a causa dell’asserito smarrimento dei tamponi rinofaringei eseguiti). A complicare il quadro, già abbastanza compromesso così, la diffusione del “video” sconcertante che circola in rete dalla tarda serata di sabato scorso ha messo in ulteriore difficoltà l’intero sistema e destabilizzato l’opinione pubblica. Che chiede di sapere la verità circa l’autenticità della fonte ed il contenuto della “video-denuncia”.

Quando in questi casi, tentiamo di sostenere la tesi della fake-news, cogliamo l’immediata incredulità degli interlocutori che non riescono ad accettare che chiunque possa introdursi incontrollato all’interno di una struttura assolutamente da preservare, come di sicuro deve essere una tenda di pre-triage, per di più agghindato di tutto punto con dispositivi di protezione individuale preziosissimi e di cui si conosce la scarsa disponibilità per gli stessi addetti ai lavori. – prosegue nella nota – Alla luce di quanto appena evidenziato, in considerazione del grave allarme sociale che inizia a serpeggiare, subdolo quasi quanto il nemico invisibile che tanto ci sta impegnando, altrettanto voracemente alimentato dalla paura della crisi economica che si sta prospettando, chiediamo a Sua Eccellenza di essere messi nella condizione di poter rassicurare chi ci sta contattando di continuo con la costante e pressante curiosità della reale consistenza del pericolo Coronavirus in provincia, in città e ancor di più, come è facile immaginare, nella locale struttura ospedaliera dell’Umberto I°”.

“Prima di concludere, cogliamo l’occasione per informarLa circa la nostra nota ufficiale, che abbiamo inoltrato al signor Presidente della Regione Siciliana e al competente Assessore Regionale della Salute lo scorso 23 marzo, con la quale abbiamo richiesto che venga esteso a tutto il personale delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco impegnati in prima linea sul territorio, l’accertamento diagnostico strumentale a mezzo tampone rinofaringeo, magari tramite l’emissione di un provvedimento analogo a quello con il quale tale misura di prevenzione è stata già adottata per il personale dell’intero sistema sanitario regionale. – ha concluso la nota sindacale – Continuiamo, infatti, a mostrarci convinti dell’utilità di tale tipo di accertamento allo scopo di individuare i cosiddetti “positivi asintomatici” che altrimenti non possono essere intercettati: pensiamo di trovarne chiara conferma nelle ultime raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che esortano esplicitamente i governi e i sistemi sanitari nazionali ad attuare pratiche di contenimento e prevenzione fatte di stretta sinergia tra distanziamento sociale e individuazione ed isolamento di tale categoria di contagiati. E’ per questo che approfittiamo della circostanza per pregarla di intercedere con gli organi preposti affinché l’indagine in parola possa partire proprio da chi, in questa emergenza, non sta facendo mancare il proprio contributo, esponendosi ai rischi connessi, spesso anche privo delle dotazioni di base necessarie”.

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