Anche oggi, a Ortigia e Borgata, continua l’emergenza idrica.
Lo dice il Comitato Ortigia cittadinanza resistente che alle 8:31 quasi il 90% dei partecipanti alla rilevazione quotidiana del segnalava disservizi.
“E siamo soltanto all’inizio della giornata – dicono gli attivisti che stigmatizzano ancora una volta l’assenza di comunicazione specifica da parte di Aretusacque sulle cause e sui tempi di ripristino e il fatto che da mesi si ripetono gli stessi problemi, gli stessi disagi, le stesse cause, irrisolte, e le stesse incertezze.
“Come possa un servizio pubblico essenziale continuare a funzionare in queste condizioni, senza spiegazioni puntuali e soprattutto senza soluzioni durature, è diventato per noi il terzo mistero di Fatima. – si legge in una nota-
Da mesi sollecitiamo l’intervento del prefetto, dell’Ati Siracusa e del suo presidente Francesco Italia e, da ultimo, della Regione Siciliana.
Intanto tutto continua, come se convivere quotidianamente con la mancanza d’acqua fosse diventata una condizione normale. Ma è davvero accettabile tutto questo in una società civile?
Nel frattempo, residenti, famiglie e attività economiche continuano a subire le conseguenze di una crisi che sembra non avere mai fine”.
E proprio per i disservizi idrici il Forum provinciale per l’acqua pubblica ha indetto un sit-in permanente sotto la sede di Aretusacque, che proseguirà a oltranza finché i vertici aziendali non forniranno una risposta concreta alle istanze segnalate in questi mesi da associazioni, Cgil, partiti e comitati civici.
Questa mattina a partire dalle 9 un gruppo di persone con il presidente Alessandro Acquaviva si è recato davanti la sede del gestore idrico.
In particolare, la mobilitazione intende porre sul tappeto le seguenti questioni cruciali quali la revoca della cauzione, la pubblicazione del cronoprogramma delle opere e delle procedure che saranno adottate, il nuovo piano tariffario, la qualità dell’acqua.
“Chiediamo a tutti i cittadini di partecipare attivamente presidiando tutti insieme il piazzale del centro direzionale, muniti di una copia della bolletta e di un bidone una bottiglia di plastica vuota. L’ acqua è un bene pubblico essenziale che non deve essere oggetto di interessi economici. Non possiamo più aspettare e non accetteremo scuse” – si legge in una nota.
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