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Siracusa | Il TAR di Palermo ha dichiarato inammissibile il ricorso. Confermati i deputati siracusani all’Ars

25 Gennaio 2023 | by Michele Accolla
Siracusa | Il TAR di Palermo ha dichiarato inammissibile il ricorso. Confermati i deputati siracusani all’Ars
Politica
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La prima sezione del Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo, si è espressa sul ricorso proposto da Luigi Fiumara, candidato alle elezioni regionali del 25 settembre scorso  nella lista “De Luca Sindaco di Sicilia – Sud chiama Nord”.

Il candidato della lista che sosteneva Cateno De Luca aveva presentato il ricorso contro la Regione Sicilia, contestando il risultato delle elezioni nella Circoscrizione di Siracusa.

Nel ricorso, Luigi Fiumara coinvolgeva oltre la Regione, l’Assemblea Regionale Siciliana, l’Ufficio Centrale Circoscrizionale di Siracusa e i deputati eletti nella stessa circoscrizione.

Si sono costituiti in giudizio, Giuseppe Carta, rappresentato e difeso dagli avvocati Salvatore Virzì e Prof. Emilio Castorina, Carlo Gilistro rappresentato e difeso dall’avvocato Sebastiano D’Angelo.

Non si sono invece costituiti Giovanni Luca Cannata, Tiziano Fabio Spada e Riccardo Gennuso.

Il Tribunale amministrativo ha dichiarato inammissibile il ricorso, non ravvisando i presupposti in grado di inficiare il risultato elettorale, e ribaltare la volontà espressa dall’elettore.

Fiumara è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio in favore delle amministrazioni, di Giuseppe Carta e di Carlo Gilistro, liquidando 2,500 euro per ciascuno, oltre gli oneri e accessori, come previsto dalla legge.

Per l’onorevole Giuseppe carta, quella di oggi è “una sentenza che riconosce la legittimità delle elezioni svolte e il rispetto dei principi della legalità, oltre la buona fede dei candidati che, comunque, non era mai stata messa in dubbio”.

Soddisfatto anche l’onorevole Gilistro che ha commentato così: “Un pronunciamento con cui si mette un freno alla cultura del sospetto, quella che porta a disconoscere il lavoro di apparati importanti e di garanzia del nostro sistema democratico, finendo per allontanare i cittadini dalla partecipazione democratica“.

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