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Siracusa | Nascita del Centro Congressi, Confcommercio: “Troppe voci discordanti”

30 Gennaio 2021 | by Redazione Webmarte
Siracusa | Nascita del Centro Congressi, Confcommercio: “Troppe voci discordanti”
Attualità
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Il presidente di Confcommercio, Elio Piscitello, pone alcuni quesiti rispetto al dibattito che sta avvenendo in questo periodo a partire dal centro congressi che potrebbe essere finanziato dalla camera di commercio del sud-est.

“Mi chiedo – ha detto Piscitello –  qual è la visione di questa città? Può essere che non si ha mai una visione comune e tendenzialmente si nega aprioristicamente qualsiasi ipotesi di sviluppo? Negli ultimi anni abbiamo saputo perdere occasioni importantissime di rilancio facendo scappare imprenditori ed aziende di livello internazionale, impoverendo di fatto tutto il territorio. Siamo bravissimi a sviluppare il chiacchiericcio di bottega – continua il numero uno della confcommercio – senza mai essere fermamente una comunità operosa e proattiva. Troppe voci discordanti, polemiche su tutto, blocco totale di qualsiasi seria iniziativa imprenditoriale, ottenendo la perdita di credibilità agli occhi dei cluster internazionali”.

Confcommercio ritiene che sia arrivato il momento di discutere tutti insieme, istituzioni, associazioni di categoria, rappresentanti politici di partiti nazionali e regionali e la deputazione eletta nella nostra provincia, di sviluppo e di futuro e di poter dare avvio a qualcosa di simile a quello che  si è riuscito ad avviare in un ventennio nella città di Bilbao. “Una pubblica amministrazione attiva e in continuo confronto con la parte più qualificata della comunità ha saputo creare la città del futuro attraverso dibattiti pubblici e laboratori di discussione e progettazione. Hanno saputo creare  un comitato, denominato metropoli 30, dove tutti, attraverso le rappresentanze, hanno partecipato al disegno e alla realizzazione della città del domani. L’azione più interessante della città dei baschi è stata quella finanziaria: grazie alla credibilità degli attori, tanti finanziatori privati hanno consentito la nascita di opere pubbliche e private interessantissime come il museo d’arte moderna Guggenheim, solo per citare un esempio”.

“In questi giorni in tanti sono intervenuti sul tema del centro congressi – ha affermato Piscitello – senza conoscere bene la genesi dell’opera e soprattutto il dibattito interno di chi lo finanzierebbe. Per evitare del semplice qualunquismo, ritengo utile fare un po’ di chiarezza per tentare di riportare la discussione nel giusto alveo. Il centro congressi – chiarisce Piscitello – non è un’opera finanziata per la Città di Siracusa, e non è previsto in alcun documento ufficiale che essa debba realizzarsi in tale territorio. Semmai, è un progetto dell’intera provincia, voluto è finanziato dalla Camera di commercio, a servizio di un contesto più ampio, rappresentato dall’intero territorio della circoscrizione della camera del Sud-est Sicilia (Catania-Siracusa-Ragusa). Inoltre, dopo l’approvazione del piano triennale, viene chiesto un parere non vincolante, alla consulta delle associazioni di categoria della provincia di Siracusa, che dopo ampio confronto, ha ritenuto opportuno che il progetto venisse realizzato nel territorio della città di Archimede, e che fossero necessari degli approfondimenti con il sindaco della città di Siracusa, con il commissario del libero consorzio, con l’ordine degli Architetti e con quello degli Ingegneri”.

“Infine, anche, con una società leader nel settore dell’organizzazione di eventi e congressi per valutare se sia corrispondente alle richieste di mercato la realizzazione di un centro congressi modulare di 2.500/3000 posti – e non 5.000 come fantasiosamente qualcuno ha detto -, così come ipotizzato dalla camera di commercio. Solo all’esito di questa fase istruttoria – afferma il presidente di Confcommercio – avremmo rilasciato il parere definitivo. La comunità, piuttosto, attraverso i propri rappresentanti, dovrebbe organizzarsi per progettare la città del 2030 secondo alcune priorità. Economico-industriale, tecnologico-green, urbanistico-sociale. Valorizzando il nostro immenso patrimonio culturale, il porto, sviluppando l’industria verde, ed il terziario di mercato più moderno grazie al cambio generazionale in corso, disegnando una mobilità sostenibile e chiamando a raccolte le migliori menti, attraverso le collaborazioni con le università, e tutti gli attori qualificati. Insomma, inaugurare una nuova stagione di entusiasmo sociale che possa far sentire orgogliosi appartenere alla comunità aretusea”.

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