In una intervista pubblicata sull’edizione di oggi del quotidiano La Sicilia, l’ex sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo non esclude che alla fine, il prossimo 18 novembre, il sindaco Francesco Italia venga sfiduciato.
Quella di Garozzo è una riflessione politica centrata sul ruolo che in questa vicenda svolge il gruppo consiliare di Grande Sicilia, forte di 5 consiglieri.
“O Mpa-Grande Sicilia vota la sfiducia con l’obiettivo di ricompattare il centrodestra, come chiedono gli esponenti del territorio di quella coalizione, oppure no.
Ma in questo caso dovrebbe spiegare che senso abbia sostenere Italia, per una consiliatura che molto probabilmente non durerà più di sei mesi”.
Questo quello che sostiene Garozzo nell’intervista, nella quale si dice sorpreso del silenzio degli autonomisti a quindici giorni dal voto in aula della mozione.
Carta è più volte chiamato in causa dagli altri leader del centrodestra che lo hanno invitato, in modi diversi, a rompere l’alleanza con Italia, che rappresenta un’anomalia nello scenario politico.
Ma il sindaco di Melilli e presidente della Commissione Ambiente e Trasporti all’Ars, non ha risposto né alle richieste, né tano meno alle provocazioni arrivate soprattutto da Fratelli d’Italia, e non risulta una posizione ufficiale.
Di certo c’è però che tra i quattro assessori nominati pochi giorni fa da Italia, due fanno riferimento al partito autonomista.
Attualmente la mozione può contare, sulla carta, su 16 voti a favore, quando ne sono richiesti 20.
Qualora si aggiungesse il gruppo di Grande Sicilia il sindaco sarebbe sfiduciato e si andrebbe ad elezioni la prossima primavera, con un anno di anticipo sulla scadenza naturale.
In ogni caso, se la mozione dovesse essere bocciata, il consiglio comunale sarebbe difficilmente governabile, con 16 consiglieri all’opposizione e altrettanti in maggioranza.
Secondo Garozzo, in ogni caso Italia si dimetterebbe tra sei mesi per candidarsi alle elezioni politiche con Azione, partito di cui è il commissario regionale.
Negli ambienti politici circolano infatti indiscrezioni secondo le quali Italia sarebbe candidato alle elezioni politiche nel Lazio, alle spalle di Carlo Calenda.
Ma il terremoto politico prodotto dall’inchiesta Nexus potrebbe avere raffreddato questo scenario.
Tra due settimane sapremo in ogni caso il destino politico, almeno quello immediato, del sindaco Italia.
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