Si è svolta ieri pomeriggio all’interno della Nuova Darsena, la commemorazione dell’undicesimo anniversario del naufragio del 18 aprile 2015, una delle più gravi tragedie del Mediterraneo.
Davanti al relitto del barcone, divenuto negli anni simbolo della memoria collettiva, cittadini, associazioni e rappresentanti politici si sono ritrovati per un momento di raccoglimento e riflessione promosso dal Comitato 18 Aprile.
L’iniziativa si è aperta con il momento intitolato “Il martirio continua”, dedicato al dramma ancora attuale delle migrazioni.
Diversi gli interventi che hanno scandito il pomeriggio: don Carlo D’Antoni ha richiamato l’attenzione sui “martoriati di oggi”, mentre don Giuseppe Mazzotta ha offerto una lettura ispirata ai Padri della Chiesa, sottolineando come il rapporto con gli oppressi debba essere inteso non come semplice beneficenza, ma come restituzione di un debito, in un legame profondo tra giustizia e pace.
Enzo Parisi ha guidato il ricordo delle vittime del naufragio, ha parlato della nascita del Comitato 18 aprile, di cui fa parte, per far sì che il relitto del barcone rimanesse ad Augusta, stigmatizzando l’attuale indifferenza nei confronti dei popoli. “Il Mediterraneo è il più grande cimitero d’Europa – ha detto – e tale è rimasto perché è finita l’operazione Mare Nostrum”.
Il rappresentante di Legambiente, in particolare, ha parlato della storia degli ultimi decenni che hanno portato anche alla vicenda del barcone, il tradimento delle speranze nate con le primavere arabe del 2011, la conseguente ondata migratoria verso l’Europa e Lampedusa porto più vicino, la tragedia del 3 ottobre 2013 – 368 vittime – e l’avvio della nobile operazione Mare Nostrum da ottobre 2013 a novembre 2014 con Augusta primo porto di sbarco per decine di migliaia di persone e di minori non accompagnati che qui trovarono una seconda famiglia.
“Allora acque una rete di accoglienza e oggi diversi di quei minori sono cittadini del nostro Comune o hanno trovato spazio nel Mondo, come Remon karam. Chiuso Mare Nostrum – ha rammentato Parisi – a novembre 2014 parte Frontex con Triton il cui scopo è respingere e riportare nei lager libici i migranti”.
Andrea Tringali dell’associazione Piano Terra ha presentato un’iniziativa di solidarietà concreta: la donazione di un vestito nuovo destinato a un orfano di Gaza, gesto simbolico di vicinanza e responsabilità condivisa.
Durante l’incontro, un rappresentante della parrocchia di San Giuseppe Innografo ha inoltre consegnato le offerte raccolte nel periodo pasquale a sostegno dell’iniziativa.
E poi la deposizione di una corona di fiori davanti al barcone, seguita dalla celebrazione eucaristica animata dalla comunità parrocchiale, che ha concluso la giornata all’insegna dell’intreccio tra memoria, spiritualità e impegno sociale.
Alla commemorazione hanno preso parte, tra gli altri, la segretaria della Camera del lavoro Cgil, Lorena Crisci, rappresentanti di Avs, Pd e M5S, oltre agli attivisti della Global Sumud Flotilla in partenza per Gaza.
Il 18 aprile 2015 il peschereccio “benedetto da Allah” partito da Garabulli (Castelverde) con oltre mille persone stipate a bordo si trovò in difficoltà e chiese soccorso.
Venne inviata la grossa nave mercantile king jakob e nella collisione il barcone affondò a 85 miglia da Lampedusa. L’indomani all’Angelus Papa Francesco disse che le vittime erano persone che cercavano la felicità.
Accogliendo gli appelli delle associazioni di solidarietà e delle ong il governo italiano provvide al recupero del relitto che venne portato ad Augusta il 30 giugno 2016 per estrarre le centinaia di salme che ancora conteneva.
Con lo scopo di evitare la demolizione del barcone o i suo trasferimento si costituì il Comitato 18 aprile per iniziativa di Legambiente, Cgil e Parroci.
E a margine dell’evento, il consigliere comunale del Pd Giancarlo Triberio ha sottolineato il valore dell’iniziativa: «Un momento di raccoglimento e responsabilità collettiva che continua a interrogarci sul valore della vita umana e sul dovere della memoria».
Ha ricordato inoltre il percorso avviato nel 2018 con una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, finalizzata a inserire il relitto del barcone nel patrimonio museale cittadino e regionale, quale elemento centrale del “Giardino della Memoria” ideato dal Comitato 18 Aprile.
«Un luogo di rispetto per le vittime – ha aggiunto – ma anche uno spazio di alto valore educativo per le nuove generazioni. Ricordare non è solo un atto simbolico, ma un impegno concreto per costruire una società più giusta e consapevole».
Le attività del Comitato proseguiranno nei prossimi mesi: il 13 giugno, nell’ambito dei festeggiamenti della Stella Maris, è previsto un convegno internazionale dal titolo “Una nuova umanità perché avvenga la pace!”.
La commemorazione è stata trasmessa in differita streaming sui canali di Webmarte.
Iscriviti al Canale WhatsApp di Webmarte TV in modo semplice e veloce. Clicca qui per entrare nel canale e quindi premi il pulsante in alto a destra “Iscriviti”. Non riceverai notifiche, ma potrai consultare i nostri articoli aggiornati quando vorrai.



















