Nei giardini pubblici installato un QR Code informativo sugli alberi della villa comunale destinati all’abbattimento. Le promotrici dell’iniziativa: «I dieci alberi vanno protetti perché proteggono noi».
Non si placa la mobilitazione della cittadinanza contro il previsto abbattimento di dieci ficus secolari presenti nella villa comunale.
Gli alberi, situati nell’area che costeggia via Colombo, dovrebbero essere rimossi per consentire l’allargamento dell’adiacente corsia stradale, un intervento che numerosi cittadini considerano un vero e proprio scempio ambientale.
Per sensibilizzare la popolazione è stato installato all’interno dei giardini pubblici un QR Code contenente informazioni sugli abbattimenti programmati e la relativa documentazione tecnica.
I materiali illustrano le valutazioni agronomiche effettuate sugli esemplari interessati.
Non sono stati distribuiti volantini cartacei per evitare di sporcare l’area verde; una copia della documentazione è stata invece consegnata agli anziani che ne hanno fatto richiesta.
L’iniziativa divulgativa è nata grazie all’impegno di due cittadine, Cath Peltier e Anna Scinicariello, con il supporto e la consulenza di due agronomi.
Obiettivo dell’attività è far conoscere il valore ambientale, storico e paesaggistico dei ficus presenti nel più grande polmone verde della città.
Tra i documenti consultabili figura anche una breve relazione dell’agronomo Lorenzo Adorno.
Al centro dell’attenzione vi sono dieci alberi centenari che, secondo le promotrici dell’iniziativa, rappresentano una risorsa fondamentale per la qualità della vita urbana.
«Grazie alla loro ampia chioma – spiegano – questi alberi ombreggiano almeno 50 metri quadrati di suolo e, nelle giornate più calde, possono contribuire a ridurre la temperatura dell’asfalto fino a 15 gradi».
A sostegno dell’importanza del verde urbano vengono richiamate anche le dichiarazioni di Carsten Schneider, ministro federale dell’Ambiente della Germania, secondo cui la protezione dal caldo rappresenta anche una questione sociale, soprattutto per chi vive in appartamenti surriscaldati e in quartieri fortemente urbanizzati.
Sul tema interviene anche Agata Garsia, agro-ecologa, che richiama le parole di Hans Henri P. Kluge, direttore regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità: le azioni individuali per contrastare il caldo possono essere utili, ma non sono sufficienti ad affrontare una crisi di carattere sistemico.
Gli esperti ricordano inoltre che i benefici degli alberi non derivano soltanto dall’ombra. Attraverso il processo di traspirazione, infatti, l’acqua contenuta nelle foglie passa dallo stato liquido a quello gassoso, evaporando e assorbendo calore dall’ambiente circostante. Un meccanismo naturale che contribuisce in modo significativo al raffrescamento urbano.
Secondo i dati richiamati durante l’attività informativa, negli ultimi quattro anni il caldo avrebbe causato in Europa oltre 200 mila decessi, molti dei quali considerati evitabili. L’Italia risulta tra i Paesi maggiormente colpiti dagli effetti delle ondate di calore.
«Gli effetti dei cambiamenti climatici rappresentano un pericolo chiaro e attuale e la loro manifestazione più immediata e letale è il caldo estremo», ha affermato Kluge in occasione della presentazione in Germania delle nuove linee guida dell’Oms sui piani d’azione caldo-salute.
«È chiaro, ed è bene sottolinearlo – concludono le promotrici dell’iniziativa – che solo dove ci sono più alberi con chioma la temperatura si abbassa. Per questo riteniamo che i dieci ficus vadano protetti, perché ci proteggono”.
L’obiettivo del programma resta quello di rafforzare la rete dei servizi territoriali e migliorare l’accessibilità alle cure, offrendo un sostegno qualificato alle famiglie in una fase particolarmente importante della vita del bambino e della madre.
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