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Augusta| Giornata memoria: un minuto di silenzio, suono campane e sirene delle navi

Augusta| Giornata memoria: un minuto di silenzio, suono campane e sirene delle navi
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Giornata della memoria cittadina, onori ai caduti civili e militari. Si celebra oggi la Giornata della memoria  di Augusta: un minuto di silenzio con il suono a rintocco delle campane e con le sirene di tutte le navi ormeggiate nel porto per iniziativa della Società augustana di Storia patria.

Oggi 13 maggio Augusta celebra la “Giornata della memoria delle vittime civili e militari nel secondo conflitto mondiale” giorno questo in cui ricade l’anniversario del violento bombardamento anglo-americano del 1943 che provocò la morte di molti concittadini e grande distruzione lasciando una traccia indelebile nella memoria collettiva. Quest’anno ricorre il 77° anniversario di quel tragico bombardamento e la Società Augustana di Storia Patria, non potendo promuovere alcun evento a causa delle limitazioni vigenti, ha invitato i soci e tutta la cittadinanza ad un minuto di silenzio proprio alle 12,50, ora del primo bombardamento. “Abbiamo  invitato, inoltre, tutti i parroci della città a suonare contestualmente a rintocco le campane delle rispettive chiese – dichiara Giuseppe Carrabino, presidente della Società – e anche il Comando Militare Marittimo Sicilia ha aderito alla commemorazione dei caduti civili e militari in occasione della Giornata della Memoria cittadina. Alle 12.50  suoneranno, infatti, le sirene di tutte le navi ormeggiate nel nostro porto”.

Pagine dolorose come queste non possono essere dimenticate e ciascuno di noi ha il dovere di trasmettere il ricordo alle future generazioni, a testimonianza del coraggio e dell’orgoglio con cui gli augustani riuscirono a risollevarsi, a tornare alla vita, a far rivivere la nostra città. Questa è la finalità della delibera di giunta municipale numero 32 del 15 febbraio 2011 che istituì la “Giornata” con l’auspicio di riflessione in ogni ambito della comunità: cittadini, scuole, circoli e associazioni.  “Dopo i due bombardamenti delle 12,50 e delle 13,40 – ricorda Carrabino – si contarono ben sessantadue caduti, ventitré uomini e trentanove donne, oltre ad un numero imprecisato di dispersi. Il compito di bombardare Augusta – rileva Alessandro Moscuzza – era stato affidato alla squadra dei bombardieri comandata dal colonnello Kane, e i “Liberators” del 376° comandato dal colonnello Compton. Così scriveva il 15 Maggio 1943 il Comandante dei vigili del Fuoco di Siracusa geom. Giovanni Amico al Ministero dell’Interno alla Direzione Generale dei Servizi Antincendi a Roma: “Nel pomeriggio del giorno 13 c.m. plurimotori avversari, in tre ondate successive, hanno attaccato la città di Augusta (prov. di Siracusa), colpendo obbiettivi militari e producendo rilevanti danni a fabbricati civili. Dalla visione delle località colpite e dagli effetti prodotti è facile dedurre che sono state sganciate, nella sola zona terrestre, più di un centinaio di bombe dirompenti di grosso e grossissimo calibro, che hanno centrato interi gruppi di case, scavando botri della circonferenza di 20-30 metri e della profondità di 5-10 metri”.

La Società augustana di Storia patria rammenta che nel 2011 la storica impresa di forniture edili dei fratelli Cacciaguerra ha donato alla città un monolite in pietra lavica quale monumento a ricordo dei caduti del secondo conflitto mondiale. In accordo con  la Prefettura (essendo il complesso conventuale di San Domenico di proprietà del Fec.) il monumento è stato eretto all’interno del giardino annesso alla chiesa del Patrono divenendo pertanto “un luogo della memoria”. Dinanzi a quel “segno”, le autorità civiche e militari con il popolo si radunano annualmente il 13 maggio per la posa di una corona d’alloro al suono del silenzio. “Inspiegabilmente –aggiunge Carrabino –  negli ultimi anni, la cerimonia commemorativa non si è svolta dinanzi al memoriale ma al cospetto di un quadretto contenente i nominativi dei caduti. Riteniamo che l’onore ai caduti si debba anche con “segni” idonei. Il memoriale del 13 maggio non è un semplice monumento ma riteniamo che sia divenuto “segno” identificativo e “sacrario” dei nostri caduti di quella infausta circostanza. Nella piena consapevolezza di quanto sia importante vivificare il ricordo dei caduti attraverso un segno eretto in un sito particolarmente caro alla comunità, abbiamo chiesto alla civica amministrazione la dovuta attenzione e la valorizzazione del sito, auspicando che pur in assenza di commemorazioni pubbliche, quel sito continui ad essere il luogo deputato per la memoria ufficiale della città”.

“Augusta attende con fiducia ben altri riconoscimenti. Una città che in quanto base aereonavale, è stata soggetta all’offesa aerea nemica sin dalle prime settimane di guerra, registrando a proprio danno centinaia di vittime civili, duemilacinquecento senza tetto (ossia 1/8 della popolazione) ed i 2/3 degli edifici danneggiati in varia misura, 270 dei quali distrutti e 1000 gravemente lesionati”. Così ha scritto il compianto storico militare Tullio Marcon, rammentando il tributo di sangue innocente pagato dalla città.” Il 13 maggio – continua il presidente della Società augustana di Storia patria –  è pertanto una data che deve servire da monito alle future generazioni. Una data che racchiude il ricordo di tanti e gravi episodi dei trentanove mesi di guerra. Numerose sono infatti le storie che questa comunità ha scritto con il sangue dei suoi figli, come il 17 luglio 1943 quando persero la vita molti abitanti di Brucoli sfollati nelle grotte del canale in prossimità del Castello. Ai giorni del dolore per il lutto e la distruzione materiale morale va anche associata la data del 24 maggio 1941, giorno questo che esalta la generosità e la gara di solidarietà del nostro popolo che in un momento di privazioni causate dalle guerra, seppe in quella circostanza aprirsi alle necessità dei tanti naufraghi del Conte Rosso che trovarono nella nostra città nobili sentimenti di accoglienza.

Ricordare questi momenti nel dualismo di morte e speranza, lutto e solidarietà, è innanzitutto un atto di giustizia nei confronti della Città. Un atto di giustizia alla Città che dal dopoguerra attende un riconoscimento dello Stato per la sua silenziosa generosità e solidarietà nei confronti dei tanti superstiti del “Conte Rosso” che ebbero ospitalità nella nostra Augusta nonostante la sofferenza che la guerra stessa comportava. Un riconoscimento dovuto, peraltro già concesso ai gonfaloni di tante città che hanno fatto analoghe esperienze e che abbiamo chiesto all’amministrazione comunale affinché si renda portavoce presso le competenti istituzioni della legittima istanza. Invitiamo tutta la cittadinanza a celebrare questa ricorrenza – conclude Giuseppe Carrabino – con la finalità di esprimere il riconoscimento della Città per i suoi caduti, per quanti operano in difesa dei diritti umani e per il valore della pace e della libertà”.

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