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Siracusa| Vi faccio vedere come muore un siracusano!

Siracusa| Vi faccio vedere come muore un siracusano!
Cronaca
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Aggredito, torturato e lasciato morire agonizzante. È questa la tragica fine di Emanuele Scieri, il parà di 26 anni, siracusano, in servizio di leva trovato morto il 16 agosto 1999 nella caserma Gamerra di Pisa. Secondo la procura militare di Roma, che ha notificato a tre ex caporali della «Folgore» l’avviso di conclusione indagini, l’ipotesi di reato è di «violenza ad inferiore mediante omicidio pluriaggravato, in concorso».

Parallelamente all’indagine della procura militare di Roma si è mossa anche la procura della repubblica di Pisa la quale, sulla base dei lavori della Commissione parlamentare di inchiesta, guidata dall’ex deputato siracusano Sofia Amoddio, che dopo una serie di audizioni ha portato alla luce nuovi elementi sul caso, indaga sui tre ex commilitoni di Scieri così come, ma per false dichiarazioni al pm, sull’ex comandante della Folgore dell’epoca.

La verità sulla morte di Emanuele Scieri – dichiara Carlo Garozzo dell’associazione “Giustizia per Lele” – ci è stata per venti anni volontariamente negata. Ci sono voluti vent’anni per capire che nell’agosto del 1999, all’interno di una caserma dello Stato Italiano, si decise della vita di un ragazzo di soli 26 anni. Per tre lunghi ed interminabili giorni – continua Garozzo – mentre Emanuele moriva agonizzante in un. clima di l’omertà e silenzio tale da fare arrossire l’omertà di mafia, c’era chi allestiva la scenografia, mentre altri hanno aperto il sipario.

Mi auguro che la procura militare e la procura della repubblica di Pisa vadano al cuore di questa vicenda, che ha visto un ragazzo di 26 anni torturato e ucciso dentro una caserma in cui, secondo i lavori della commissione parlamentare d’inchiesta, vi erano criticità e casi di nonnismo. Si faccia luce su una vicenda, che presenta molti lati oscuri, e chiarire tanti casi analoghi a quello di Emanuele. Non si si può giocare e prendersi gioco della vita e poi richiamarsi a parole quali Patria, quella stessa patria che Emanuele e altri ragazzi hanno servito a costo della loro vita, e alimentare quei fanatismi che hanno portato alla morte di Emanuele.”

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