Le persistenti molestie olfattive che interessano i Comuni del polo industriale siracusano tornano al centro del dibattito politico.
Il coordinatore cittadino di Forza Italia di Augusta, Paolo Amato ha inviato una nota al presidente della Regione siciliana Renato Schifani e al prefetto di Siracusa Chiara Armenia per richiamare l’attenzione su una problema che, secondo quanto evidenziato, continua a incidere pesantemente sulla qualità della vita delle comunità locali.
Nella comunicazione si sottolinea come i miasmi che interessano Augusta, Priolo, Melilli e Siracusa rappresentino una questione prioritaria per il territorio.
Un fenomeno che si trascina da anni e che, secondo il rappresentante azzurro, appare oggi ancora più preoccupante poiché si manifesta con maggiore frequenza e intensità rispetto al passato, nonostante la produzione industriale risulti notevolmente ridotta.
Una contraddizione che, secondo l’analisi proposta nella lettera, dovrebbe portare a una verifica approfondita dei sistemi di monitoraggio e controllo delle emissioni.
Il coordinatore di Forza Italia richiama in particolare il periodo in cui la Provincia regionale di Siracusa gestiva una rete di tutela ambientale interconnessa con le centraline installate dalle industrie, garantendo controlli costanti e documentati.
Nella nota viene inoltre ricordato come la riforma che ha portato al ridimensionamento delle Province abbia determinato, negli ultimi dodici anni, una lunga fase di commissariamenti con conseguenze negative anche sul fronte delle attività di vigilanza ambientale.
Secondo Paolo Amato, l’assenza di una piena efficienza della rete provinciale di controllo avrebbe reso più complessa l’attività di verifica. Le industrie, infatti, monitorano le proprie emissioni attraverso sistemi interni, mentre l’Arpa, pur disponendo degli strumenti necessari, non riuscirebbe a incidere in modo determinante nella prevenzione e nell’individuazione delle criticità.
Per questo motivo viene sollecitato un monitoraggio delle emissioni il più possibile vicino alle fonti, partendo dalle ciminiere, così da individuare con precisione eventuali superamenti dei limiti consentiti e le sostanze responsabili. In tale contesto viene indicato il possibile ruolo del Libero consorzio comunale, chiamato a collaborare con Arpa e con i Comuni del polo petrolchimico per rafforzare la presenza pubblica a tutela della salute dei cittadini.
La nota richiama inoltre i recenti dati relativi agli sforamenti registrati sul territorio, evidenziando una particolare criticità legata alle emissioni di benzene, sostanza considerata altamente pericolosa e rispetto alla quale le comunità locali devono essere adeguatamente protette.
Nel passaggio conclusivo della lettera si ribadisce che i Comuni industriali hanno già pagato un prezzo molto elevato in termini di vite umane e qualità della vita per sostenere lo sviluppo industriale del territorio.
Da qui l’appello a mantenere alta l’attenzione, rafforzare i controlli e tenere viva la sensibilità dell’opinione pubblica per evitare che assuefazione, rassegnazione e mancanza di reazione possano trasformarsi in un ulteriore aggravamento della situazione sanitaria e ambientale della provincia.
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